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Dopo
la seconda guerra mondiale, l’Abruzzo si e’ trovato in piena
emergenza idrica. Ingenti i danni subiti dalle poche condutture
allora esistenti, che trasportavano acqua in quantita’ limitata
verso le citta’. Nelle campagne, inoltre, a prevalere era ancora
la cultura del pozzo e del lavatoio.
Le grandi adduttrici vennero realizzate solo tra il 1950 ed il 1960:
fu grazie ad esse che, gradualmente, l’acqua arrivo’ in ogni
centro urbano.
Per capire quanti passi avanti sono stati compiuti negli anni
successivi, basti pensare che a fronte di una popolazione abruzzese
rimasta pressoche’ invariata (circa 1 milione e 200 mila
abitanti), la disponibilita’ idrica e’ cresciuta notevolmente:
da 800 litri al secondo (nel 1950), a 6 mila (nel 1984). Oggi supera
i 10 mila litri al secondo.
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Per
garantire l’approvvigionamento idrico a tutti i centri abitati
abruzzesi, si sono dovute superare notevoli difficolta’, causate
soprattutto dall’orografia della regione. Le differenze di quota
esistenti tra le sorgenti e molte delle localita’ da raggiungere
hanno comportato la necessita’ di realizzare adeguati impianti di
sollevamento. Gia’ nel 1983 le strutture acquedottistiche, appena
trasferite alle competenze della Regione Abruzzo, garantivano la
copertura dell’85 per cento della superficie, utilizzando una rete
di 2500 chilometri di condutture, 600 serbatoi e 62 impianti di
sollevamento.
Grande
impulso allo sviluppo degli acquedotti era stato dato dalla
costituzione, nel 1950, della Cassa per il Mezzogiorno (Casmez), che
ne aveva assunto la gestione. Gia’ a quel tempo l’Acquedotto del
Verde, dopo il Giardino, era il maggior complesso in progetto con
una portata di 460 litri al secondo, fornita dalla sorgente ubicata
nei pressi dell’abitato di Fara S.Martino. L’acquedotto doveva
rifornire 139 centri abitati della bassa provincia di Chieti – tra
cui Lanciano, Vasto e Ortona – per una popolazione di 265 mila
abitanti. Attivato all’inizio degli anni ’60, nel 1972 l’acquedotto
fu interessato da lavori per ulteriori captazioni alla sorgente del
fiume Verde, con la realizzazione di una nuova galleria. Nel 1984 la
portata era gia’ di 980 litri al secondo, con uno sviluppo della
rete di oltre 350 chilometri e un progetto di raddoppio per elevare
la stessa portata a 1044 litri al secondo. |