D'Abruzzo

Home
La rivista
Filo diretto
Catalogo
Abbonamenti
Cerca

La "Pendeche"
Testi di Maria Concetta Nicolai Foto di Luciano D'Angelo

La bottega Di Simone è la più antica di Castelli. Il Ministero dei Beni culturali e ambientali l'ha riconosciuta bene culturale di particolare importanza e l'ha sottoposta a vincolo di tutela

Nell'epoca d'oro della ceramica castellana, quando i vari Ponpei, Grue, Fuina, rLa Pendecheealizzavano per commitenze eccellenti, corredi, piatti da pompa e devozionali, albarelli, affermando il gusto per il paesaggio classico e per il tema mitologico, le botteghe non dovevano essere molto dissimili da quella di Vincenzo e Antonio Di Simone, in via Giardino.
Conservata nel suo impianto secolare insieme agli arredi, le suppellettili, gli utensili, le attrezzature e molti manufatti, dopo un attento intervento di recupero e di restauro che ha ridato splendore all'aspetto originario, la pendeche, come in gergo maiolicaro si definisce il luogo di lavoro, è stata riconosciuta dal Ministero dei beni culturali e ambientali di "interesse culturale particolarmente importante e soggetta a vincolo". La conservazione del patrimonio culturale non si ferma, per i Di Simone, alla bottega. Per scelta Vincenzo e Antonio utilizzano uno storico mulinello ad acqua, posto sul torrente Leomogna, da dove ricavano, secondo un'antica pratica, la pentacromia classica della tavolozza castellana, l'arancetto, l'ocra, la zaffera, il manganese e la ramina. L'impasto d'argilla, da loro, è decantato a mano, gli oggetti modellati, secondo le forme della tradizione meticolosamente inventariate, sul tornio a pedale, il marzacotto è steso con una ritualità alchemica e le decorazioni realizzate con la punta di un pennello di crini d'asino, come, con estrema ricerca filologica, tiene a precisare Vincenzo. Ma la gloria della bottega è il forno a respiro, alimentato secondo una sapiente tecnica, con la legna dei boschi circostanti. Ogni cottura è un evento che ripropone secolari emozioni.
In questa dimensione, che non è soltanto fisica, la bottega dei Di Simone continua ed acresce la tradizione maiolicara castellana. Accanto agli oggetti classici al cui decoro è particolarmente versato Antonio si allineano le nuove proposte formali come le sculturine di impronta egizia o la rilettura dei temi popolari con la serie dei fischietti e delle statuine da presepe, fantasiose specialità di Vincenzo.

 

EDIZIONI
MENABO'


Coordinamento multimediale
Maria Concetta Nicolai

Webmaster
Giustino Ceccarossi

© 1998, 1999 Edizioni Menabo', Professional Net