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E'
posta sopra un altissimo prominente masso calcareo tra dirupi e montagne, tre miglia allest-sud est dellAdriatico e sette a sud di Teramo. . . Era dapprima una piccola Rocca resa assai forte dalla stessa natura. . . Così descritta agli inizi dellottocento su un dizionario topografico, la cittadella, che per tutto il medioevo e in epoca romana, sino al 1861, rappresentò lestremo baluardo del Regno di Napoli, è ancora là, superbamente incastonata sotto la fortezza da cui si domina la parte nord della ridente Valle della Vibrata.
Se decidete di recarvi a Civitella del Tronto in visita soprattutto alla Fortezza si consiglia un percorso molto suggestivo che da Teramo muove verso Ascoli Piceno costeggiando la Necropoli di Campovalano, nei pressi del comune di Campli, su cui gli studiosi stanno progettando un Parco Archeologico tra i più ricercati dItalia. Il piccolo borgo medievale è ricco di testimonianze artistiche e religiose che vale la pena di ammirare prima di intraprendere la via che conduce alla Fortezza.
Da aprile a settembre più di trentamila persone hanno varcato le sue mura gloriose per farsi raccontare dalle giovani guide, organizzate in cooperativa, la lunga storia impregnata di fatti darme di cui per secoli la città fortezza è stata testimone. Non è un caso che nel programma delle escursioni estive litinerario Campli - Civitella - Val Vibrata - Montagna dei Fiori, predisposto dallAssessorato al turismo della Provincia di Teramo risulta tra i più richiesti, anche in vista del Giubileo del 2000 che include, tra laltro, la visita alla duecentesca Chiesa di San Lorenzo con la cripta della Beata Angiolina, il Santuario di Santa Maria dei Lumi e lAbbazia di Montesanto.
Il viaggio continua tra rampe e camminamenti ordinati per arrivare in cima alla rocca sopra labitato, a circa seicento metri sul livello del mare. Dagli spalti della potente roccaforte vien voglia di librarsi in volo e abbracciare con lo sguardo una splendida natura incontaminata, evitando di intercettare la presenza di alcune cave che purtroppo ancora insistono nella cava circostante.

Nella parte più alta del forte la storia continua. In quella che una volta furono gli alloggiamenti militari è stato allestito il Museo grazie alla costanza di alcuni sapienti civittellesi che vi hanno disposto cimeli, armi, cannoni, divise imappe di un illustre passato ancora da scoprire e interpretare. Comè noto, infatti, dopo la capitolazione, che avvenne, tre giorni dopo la proclamazione del Regno dItalia, la Fortezza venne furiosamente smantellata, sicchè della sua maestosità non restarono immagini né documenti fotografici ma soltanto ruderi. Un atto, dicono gli studiosi delle vicende di Civitella del Tronto, che non trova alcuna giustificazione storica se non in un bieco accanimento militaresco. Lunica testimonianza dunque si trova oggi a Torino nella ventesima sala del Palazzo Carignano, sede del Museo del Risorgimento, in una sequenza di centotre quadri raffiguranti scene e personaggi delle guerre risorgimentali. Si tratta di una fantastica tempera riproducente il panorama del forte di Civitella durante lassedio. Il prezioso documento storico reca la firma di Carlo Bossoli, un pittore ticinese al seguito delle truppe piemontesi con credenziali di corte a cui il principe Eugenio di Savoia-Carignano aveva affidato il compito di ritrarre gli episodi più interessanti delle campagne per lUnita dItalia. Forse mi sto dilungando eccessivamente sulle vicende passate ma quella di Civitella è una notorietà legata essenzialmente alle memorie delle operazioni militari che per molti versi ne limitano la lettura pure interessante della sua originale configurazione urbana, della sua fisionomia storica sociale.
Infatti diversamente dai centri come Orte e Orvieto è la sommità del colle ad essere occupata dal forte, mentre labitato si sviluppa sul pendio rivolto a sud. Ecco che dalla Fortezza, riguadagnate le rampe, ci si infila in un fitto tessuto urbano di impianto medievale tra stradine e scorciatoie con incroci ad Y ed isolati stretti ed allungati, disposti longitudinalmente, quasi fossero degli antemurali protettivi del forte. Le case e i palazzi in pietra e mattoni mostrano portali, archi varii, fregi architettonici di particolare interesse: segni baroccheggianti di unarte muraria del tempo in cui Civitella del Tronto veniva chiamata la città del travertino; unindustria ormai scomparsa ma particolarmente fiorente durante la dominazione borbonica. La Fortezza e il paese furono quasi esclusivamente costruiti con materiali provenienti dalle antiche cave sottostanti. Per fortuna oggi la Fortezza non è più un presidio militare, al contrario costituisce unaccogliente residenza di più nobili valori di pace, di cultura e di turismo intelligente.
Si, perché sulla via del ritorno, varcata a ritroso Porta Napoli, val bene programmare qualche sosta nel territorio circostante e dirigersi tra i ruderi di Castel Manfrino o visitare le grotte di S. Angelo o, infine, puntare più in su, sopra i Monti della Laga, tra cascatelle, ruscelli e laghi che rallegrano pendici e valloni di questo grande reame calcareo.
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Come arrivare
Due sono le strade principali di collegamento: per via autostradale o dall Strada Statale 16. Se si viaggia sulla A14 (Bologna-Canosa), allaltezza del casello Teramo-Mosciano S. Angelo la prima indicazione segnala Civitella del Tronto. Usciti dallautostrada si passa sulla S. S. 80 per Teramo e dal capoluogo restano da percorrere 18 km. Mentre dalla statale adriatica in prossimità di Alba Adriatica si devia per linterno e si risale la Valle Vibrata per una trentina di chilometri.
Da
vedere
Sulla vetta che domina labitato limponente fortezza rappresenta unopera di ingegneria militare mai ideate e realizzate sul suolo italiano. Tra gli altri monumenti segnalati si raccomanda la visita al Palazzo Podestà del XIV secolo e la chiesa gotica di S. Francesco con bellissimo rosone.
I
dintorni
La rocca si affaccia sulla Montagna dei Fiori alle cui spalle svettano i Monti della Laga dove, a duemila metri di quota, tra il Monte Gorzano e il Pizzo di Moscio, un incrocio di antiche mulattiere conduce al valico che secondo la leggenda attraversò Annibale respinto da Spoleto e diretto in Adriatico. Paesaggio incantevole, ideale per i campeggiatori e per gli sciatori. Durante linverno la stazione sciistica di S. Giacomo, alle pendici del Monte Piselli, assicura unottima vacanza sulla neve.
La
gastronomia
La gastronomia teramana è considerata una delle più rinomate dItalia e, nellambito provinciale, la cucina civitellese è sicuramente tra le migliori. I piatti sono numerosissimi e tutti possono essere gustati nei ristoranti locali: Hotel ristorante Zunica, ristoratori in Civitella dal 1880, tel. 086191319; Hotel ristorante Fortezza tel. 086191321: Hotel Mini tel. 086191363; Hotel Remigio 1° in località S. Giacomo tel. 0861930253.
La
cucina
Qui proponiamo le tre ricette più in voga e legate anche alla storia militare passata: MACCHERONI CON LE CEPPE, sono maccheroni fatti a mano, uno per uno, arrotolando la massa su un legnetto; FILETTO ALLA BORBONICA, sono medaglioni di filetto ricoperti di pane tostato, mozzarella, burro, olio di oliva e acciughe; SPEZZATINO ALLA FRANCESCHIELLO, comprende pezzi di agnello, pollo con sottaceti, peperoncino, aglio e olive verdi.
Le
strade del vino
Naturalmente, nel solco della migliore tradizione teramana, la degustazione dei piatti tipici descritti va assolutamente accompagnata con i rinomati vini doc della Val Vibrata, le cui cantine sono raggiungibili attraverso le strade del vino che da Civitella portano verso i comuni di Torano, Controguerra, Colonnella. Guidati dai colori e dagli aromi della curata campagna vibratiana potrete assaporare del buon trebbiano o del fantastico Montepulciano doc. garantiti dalle etichette di Camillo Montori, Lepore, Illuminati, Pepe, Barone, Cornacchia. Tanto per gradire nella scelta della qualità.
Informazioni
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Cooperativa
Progetto Fortezza e territorio - Via della Pieta', 1. Tel. 0861
91588. Civitella del Tronto
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Centro
Promozione turistica della Provincia di Teramo - Via Delfico. Tel.
0861 331295 Teramo

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