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Si chiamano
Gabriele, Domenico, Antò. Partono da Sulmona,
Gessopalena, Pescasseroli, LAquila, Bussi,
Montesilvano.
Hanno unidea fissa in testa: raccontare la provincia.
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L'identità di una Gag
Attraverso quali elementi passano la legittimazione e la riconoscibilità di un popolo e della sua cultura?
L'identita' di un gruppo e di una regione intera, ovvero la sua più intima cultura e la sua più genuina essenza, la si individua e la si riconosce quanto più essa si sedimenta nella percezione di altri gruppi e popoli e quanto più essa viene riconosciuta al primo accenno di forme comunicative. La chiave interpretativa di tale identità passa attraverso molti canali ma, sicuramente, quello più rilevante è il linguaggio. Linguaggio inteso in senso globale: verbale e sonoro, scritto e registrato, intonazionale e gestuale. Insomma, il linguaggio COME momento evocativo che attraverso simbolismi espressivi e rituali diventa vera e propria rappresentazione della cultura della storia di una terra. Ebbene sì: l'abbiamo presa un po' alla lontana. Ma era per dire che se da alcuni mesi nel panorama dei mass-media - televisioni nazionali, cinema e romanzi - si affermano personaggi che sono prodotti diretti della nostra cultura e dei nostri linguaggi, ciò può contribuire, più di mille campagne pubblicitarie, a far passare e sedimentare l'Abruzzo nell'immaginario collettivo. A far conoscere una regione che per molti aspetti, fuori dai suoi confini, non viene ancora percepita con la sua peculiarità. Del resto, da Levy Strauss e Bloomfield in poi, dovrebbe essere chiaro a tutti che affermare un codice linguistico e gestuale, un accento, un carattere significa rendere riconoscibile, anche negli aspetti che meno ci piacciono, un modello culturale. significa essere non con-fusi, ma ri-conosciuti come peculiari; come degni di autonomia. Significa, ad esempio, finalmente acquisire che Pescara è Pescara e non Pesaro ( come ancora accade di sentire e leggere anche su grandi quotidiani in servizi turistici o economici). Ed allora ben venga la rappresentazione di tutti i nostri caratteri: anche quelli trasfusi dai nostri comici. Che siano poi storie di vita o freddure fulminanti come quelle di Cirilli o la splendida, genuina e, oseremo dire, complessa ricerca socio - antropologica dei modi di essere di un popolo di
Domenico Turchi o
La guerra degli Antò dei quattro vitali ragazzi abruzzesi che hanno come denominatore comune, il nome e la voglia di cercare altrove la felicità, poco importa. E' la cultura, reale e contemporanea di una comunità che ha comunque una grande vivacità e
vitalita' da comunicare. |