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Figli di Iorio alla ribalta
Gli Anto'

di Fabrizio Gentile

Lu Purk, lu Zorru, lu Zombi, lu Mmalatu: sono i soprannomi dei quattro punk di Montesilvano protagonisti del film La guerra degli Antò di Riccardo Milani, tratto dagli scritti di Silvia Ballestra. Quattro ragazzi che hanno in comune, oltre al nome Antonio, lo stesso disagio e la stessa voglia di un posto al sole, di un mondo migliore, di Vivere insomma, con la V maiuscola, come tutti i ventenni. Tra tempeste ormonali e tempeste nel deserto, i protagonisti cercano di cambiare le cose, cercano di migliorare le proprie condizioni di vita: ora lottando contro il gusto estetico omologato della gente, ora tentando di svegliare le coscienze della provincia anestetizzata. 
Come nella migliore tradizione neorealista, gli attori, non professionisti, sono proprio abruzzesi: Flavio Pistilli di Pescasseroli è Antò lu Purk, Paolo Setta di Bussi è Antò lu Zorru, Danilo Mastracci da L'Aquila è Antò lu Zombi e Federico Di Flauro da Sulmona è Antò lu Mmalatu. Parlano la loro lingua, vivono avventure probabilmente simili alle loro, si aggirano per i luoghi del film con padronanza della scena, interpretano, sostanzialmente, se stessi. Da qualche tempo l'Abruzzo si offre al grande pubblico in più campi (teatro, musica, televisione) ed è ora giunta anche la consacrazione cinematografica. Non che non fosse mai avvenuto nulla di simile: ci riferiamo alle immagini proposte dalla pubblicità (molti spot girati a Campo Imperatore e sul Gran Sasso), dal cinema (dagli spaghetti western a Ladyhawke a Parenti serpenti, per non dimenticare i due impagabili cuochi di Big Night) e dalla televisione (alcune fiction con personaggi dichiaratamente abruzzesi). Ma ora l'attenzione si sposta, più profondamente, sulla provincia di Pescara, precisamente a Montesilvano, dove le gesta dei quattro Antò vengono raccontate grazie a questo film, divertente e intenso, dal gusto un po' amaro, che Riccardo Milani, dopo il suo esordio con Auguri Professore ha tratto dal romanzo omonimo della scrittrice marchigiana (raccolto ora insieme al racconto La via di Berlino da Baldini & Castoldi col titolo Il disastro degli Antò). Ci viene mostrata una provincia degradata culturalmente, dalle scarse attrattive e governata da personaggi da prima repubblica, costruttori senza scrupoli che hanno il solo scopo di cementificare la costa. Da tutto ciò quattro punk, tutti di nome Antonio, cercano, si diceva, di fuggire. 
C'è chi, come Antò lu Purk (Pistilli) decide di andare a studiare a Bologna, dove il mito del '68 vive ancora di rendita, trovandovi solo incomprensione e lezioni incomprensibili e scappando ancora più a Nord, ad Amsterdam, altro mito che crolla miseramente (sembra di sentire il Guzzanti/santone ripetere "la risposta non è fuori di voi, è dentro di voi, epperò è sbajata"). E chi, come Lu Zorru (Setta), pur ammirando il coraggio dell'amico, decide di mostrare il proprio restando a Montesilvano, salvo poi raggiungere il disperso compagno nella città olandese credendosi disertore, ma essendo in realtà vittima di un raggiro grossolano. Un incendio doloso costringerà i due ad un rientro forzato in patria. 
Il film di Milani, che si avvale di un buon cast tecnico (alla sceneggiatura ci sono Sandro Petraglia e Domenico Starnone, già autore di La scuola di Luchetti) e della presenza tra gli attori di Regina Orioli nel ruolo della giovane Ballestra (esordiente vip romana in Ovosodo di Virzì), rende giustizia al periodo in cui si svolgono i fatti (è il tempo di Tangentopoli e della guerra del Golfo), un po' meno alla nostra regione, trattata come il più profondo dei Sud d'Italia, ciononostante ancora popolata di persone in carne ed ossa, non rassegnate, anzi con una gran voglia di vivere ed impegnate a lottare per trovare il modo migliore per farlo; di conseguenza il giudizio positivo su La guerra degli Antò è necessario: nelle immagini del viaggio di ritorno dalla capitale della controcultura, Amsterdam, che si alternano alla bella faccia da cinema di Pistilli, viene espresso un lirismo e un'emozione difficili da dimenticare.

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