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Figli di Iorio alla ribalta
Gabriele Cirilli

di Michele Petrarca Foto di Claudio Carella

Q ualcuno lo ha già visto in televisione, qualcun’altro per le varie piazze e locali abruzzesi durante l’ultima estate. Ancora qualcun’altro, invece, non lo ha visto nè sentito per niente; ed è un peccato aggiungiamo noi. Dopo una carriera iniziata come attore drammatico, con tanto di studi e diploma presso la scuola romana di Gigi Proietti, è passato alla commedia, e più precisamente al cabaret: “Mi sono accorto che come aprivo bocca la gente rideva, ed allora ho pensato di farlo per professione”.
Alcuni dettagli sul nuovo fenomeno della risata. Nato a Sulmona nel giugno di 32 anni fa, felicemente sposato con Maria, conosciuta sui banchi del liceo classico “P. Ovidio” del capoluogo peligno, che cura i suoi interessi da perfetta manager; vive a Roma, non per manie di grandezza ma per ovvie ragioni di lavoro, e torna volentieri a Sulmona appena gli impegni professionali lo permettono. Nelle foto di questo servizio lo potete vedere nella piazza principale davanti alla statua di ‘Nasone’ in una calda mattinata di Agosto.
Nel suo futuro il cinema, ma anche nel suo passato: è già uscito il suo film con Paolo Villaggio che presto passerà per il piccolo schermo sotto il marchio RAI, e presto vedremo il suo ultimo lavoro in celluloide da protagonista. Chi conosce già Gabriele Cirilli sa quali sono le sue potenzialità, e tutti i passaggi in televisione con il circuito “Zelig facciamo cabaret”, con il Maurizio Costanzo Show e con GNU non rendono neanche appieno la sua forza comica.
Vederlo dal vivo è tutta un’altra cosa, in una serata giusta con il pubblico giusto poi é veramente irrefrenabile.
Cercare di definire in uno schema artistico Cirilli non è un’impresa facile ma possiamo provarci analizzando le sue caratteristiche.
E’ innanzitutto un’attore professionista, e come tale é in condizione di recitare qualsiasi parte alla perfezione.
Seconda cosa ma fondamentale quando si sposa con la recitazione, scrive da solo i suoi testi e questo la dice lunga anche sulle sue capacità interpretative, essendo regista di se stesso.
Continuando con l’aspetto artistico, non é strettamente legato alle mode ed ai tempi attuali ma flessibile sotto tutti gli aspetti, cioé quello che vediamo di Gabriele Cirilli non è solo questo, ma consiste in uno spettacolo realizzato ed interpretato dall’attore, dall’autore, dal regista ed infine anche dalla persona, ed é un saggio delle sue capacità, NON tutto quello che sa fare.
Questi gli aspetti più tecnici, ma quello che ha fatto la differenza fino ad ora tra un bravo autore ed interprete ed il fenomeno venuto fuori quasi spontaneamente, non acclamato ma richiesto e voluto dal pubblico con forza, la differenza insomma sta nella persona.
Non è sicuramente facile da carpire tramite il piccolo schermo, ma qualcosa arriva anche via etere, ed è una carica interiore che dalla prima apparizione sul palco fino al saluto finale si diffonde a sprazzi per poi dilagare come un fiume in piena coinvolgendo gli ascoltatori in una comicità che non vedevamo da diverso tempo, una capacità di far ridere che è sicuramente innata ma anche ben coltivata, fisica e sottile, fatta di espressioni del volto, di gesti e di movimenti che tutti insieme partecipano a stimolare prima il sorriso e poi la risata.
Un buffo naturale, ma anche un ragazzo semplice umile ed attento sempre alle persone che ha di fronte; per lui il pubblico, agli spettacoli come in televisione, è
fondamentale per interagire con gli spettatori, per vedere se chi ha di fronte si diverte e per sentire il calore e la carica del suo lavoro: far ridere il pubblico.
Ma di che parla questo Gabriele Cirilli ? la solita satira politica di Andreotti gobbo, Fanfani basso, Craxi ladro e via dicendo ? Assolutamente NO, non ha nulla che vedere con la politica.
L’attuale e dilagante moda del coatto romano, ad esempio, è stata lanciata proprio da lui, con il tormentone del “DICO DICO, allora gli ho detto, e lui dice...”, così come è stato il primo in assoluto a lanciare in tutta Italia la comicità abruzzese. ALT! Fermi tutti! Comicità abruzzese non significa parlare di cozze dell’Adriatico, di pecore di Bisenti, del setaccio e della pasta alla chitarra.
La comicità abruzzese di Gabriele Cirilli nasce dalle sue radici, ma sul palcoscenico o davanti alle telecamere non vediamo una persona abruzzese che scimmiotta il suo dialetto o scodella i luoghi comuni dei contadini, vediamo un PERSONAGGIO Abruzzese recitato così come viene recitato il personaggio coatto e come verranno recitate le prossime figure che la sua mente partorirà.
E cosa dice questo abruzzese ?
Dice, dice, allora m’ha detto che io gli ho detto... Scusate, ci eravamo lasciati prendere da quell’altro, dal coatto.
L’abruzzese come dicevamo, prima di tutto parla poco in dialetto, solo nei momenti cruciali entrano in scena le rinomate “sht’” e “‘nd” di rigorosa produzione locale, poi soprattutto racconta una storia che ha basi reali e proprio per questo risulta surreale e comica al contempo: una rigida ed approfondita analisi sociologica della provincia abruzzese al cospetto della metropoli città eterna, Roma.
Da qui nascono poi gli altri due tormentoni che hanno fatto il giro d’Italia: “Ca d’ha fa’ tu?” - come dicevano i parenti di Gabriele alle sue dichiarate intenzioni di voler fare l’attore - “ma non ti potevi drogare come tutti gli altri?” ed infine il forse più famoso “Ma come cazz’ purt’ ‘ssi capill’”. E da qui comincia la storia vera di un giovane di belle speranze che andò dal suo paese di 25.000 anime nella grande metropoli riuscendo a stupirsi ad ogni nuovo incontro ed a stupirci ad ogni nuovo racconto.

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