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Salumi
I salsicciotti dell'Alto Vastese
Testi e foto di Giovanni Lattanzi

Il Salsicciotto di Guilmi, detto anche lumello, è un prodotto oramai mitico della cultura contadina abruzzese. Un salume preparato con le parti più nobili del magro di maiale insaccate nel budello naturale. Asciugatura ancora “a caldo”, ma questa volta in locali areati, e stagionatura variabile per permettere agli aromi di diventare più intensi grazie all’evaporazione dell’acqua e all’elaborazione, ad opera della microflora presente, di sostanze che caratterizzano il profumo e il sapore. Poi il tocco finale affidato alla conservazione sotto grasso per proteggerne la fragranza e la morbidezza. Procedimento, questo, che rende praticamente unico ogni salsicciotto. Una prelibatezza divenuta ormai rarissima e proprio per questo maggiormente a rischio nell’accennato panorama delle multinazionali alimentari. Il Salsicciotto di Guilmi, narra la tradizione locale, non può essere venduto ma solo scambiato. Un monito quasi profetico che la dice lunga sulle insormontabili difficoltà che un prodotto del genere può avere sul mercato. Un’altra “minoranza alimentare” che rischia di essere inesorabilmente schiacciata dalla legge dei grandi numeri.

Guilmi
Arroccato tra le montagne dell’estremo sud abruzzese, Guilmi si trova in una zona assai ricca di preziose testimoniaze del passato remoto della nostra regione: San Buono, Furci, Palmoli, Tornareccio sono tutti luoghi che conservano resti dei villaggi italici che popolavano queste terre oltre 2500 anni fa.

Juvanum
Nei pressi di Montenerodomo, accanto alle rovine dell’abbazia di Santa Maria del Palazzo si trova una delle più belle ed interessanti aree archeologiche d’Abruzzo. Juvanum fu una prospera città fondata dagli antichi abitatori di queste terre, forse la tribù italica dei Frentani, forse quella dei Carecini di stirpe sannitica. Venne poi conquistata dai romani che ne fecero uno dei loro più importanti municipi nell’area, tanto importante che persino Plinio il Vecchio ne parla nelle sue cronache. Sono visibili i resti dell’acropoli e del foro, centro della vita pubblica di questa antica città, ed il piccolo teatro, uno dei più belli scoperti sino ad oggi in provincia di Chieti. 
Accanto al foro sono i resti di una basilica pagana, forse dedicata al culto dell’imperatore. Poco distante, tra le rovine dell’abbazia cistercense di Santa Maria del Palazzo, gli archeologi hanno scoperto i resti di due tempietti gemelli, uno dei quali dedicato ad Ercole.

Schiavi d’Abruzzo
Passando per Carunchio, dove è interessante fermarsi nella chiesa del paese per vedere lo splendido organo in legno, si raggiunge Schiavi d’Abruzzo. Qui si trova un eccezionale luogo sacro degli italici dove e ancora oggi possibile vedere due templi, uno dei quali perfettamente ricostruito.

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