Salumi
Salumi
e salsicce della Valle Subequana
Testi e
foto di Giovanni Lattanzi
Proseguiamo
il nostro ghiottissimo viaggio addentrandoci nella splendida
Valle Subequana, sulle sponde dellAterno, nel territorio del
Parco regionale Sirente - Velino. Qui la lavorazione del maiale
risente di una cultura fortemente radicata sul territorio,
protetta nel corso dei secoli da quellisolamento che ora la
trasforma in una specie di isola felice. Il freddo
pungente delle festività natalizie incornicia la festa al
maiale. Le parti anatomiche vengono scrupolosamente selezionate
e destinate alle diverse lavorazioni: salami, salsicce, fegati
(poi spiegheremo perché ci siamo espressi al plurale), lonze e
capocolli, per parlare solo degli insaccati. Per le salsicce di
fegato, polmoni, milza e altre frattaglie vengono delicatamente
macinati (sempre con tritacarne rigorosamente a mano!) e
conciati con aromi e spezie che, proprio come il nobilissimo e
segretissimo liqueur dexpédition che determina la tipologia
dello champagne, assegna al prodotto la denominazione pazzo o
dolce. Una specialità tutta aquilana, la seconda, che richiede
il fondamentale apporto del miele di montagna per conquistare
anche i palati più esigenti, anche quelli di chi solitamente
storce il naso di fronte a un prodotto così particolare. Il
pazzo naturalmente sta per piccante, grazie alla presenza del
peperoncino tritato che in alcuni casi riesce addirittura a tingere
limpasto.
Goriano Sicoli
A Goriano vale la pena di visitare la chiesa di Santa Gemma, per vedere la preziosa tela dedicata a SantAntonio da Padova, e quella di Santa Maria Nuova, con il suo portale rinascimentale ed il curioso rosone nel cui centro cè la statua del Padreterno. Qui sono conservati un crocefisso del 1400 ed un reliquiario del 1300. Se osservate poi attentamente il campanile del paese, vi accorgerete che è stato ricavato modificando la torre principale dellantico castello.
Castelvecchio Subequo
Il paese è di origini antichissime, e la più bella prova sono alcuni resti archeologici testimonianza dei primi cristiani abruzzesi che vissero qui nel 400 dopo Cristo. Il borgo fortificato è assai ben conservato, e pochi sono stati i cambiamenti apportati nel corso dei secoli, anche nelle case stesse. Al centro del paese, circondato da abitazioni costruite nel medievo, ci sono i ruderi del castello, forse costruito in tempi diversi o probabilmente più volte distrutto e ricostruito. In paese è molto sentito il culto di San Francesco, tantè che la bella chiesa del 1200 è dedicata proprio a questo santo.
Fontecchio
Questo piccolo paese nasconde tra le pagine della sua storia lunghi assedi e memorabili battaglie. Una di queste, avvenuta nel 1647, per la sua particolare durezza venne ricordata a lungo dai rintocchi della torre campanaria, che tra laltro è molto bella; 50 per altrettanti giorni di assedio. Nella piazza centrale trovate una fontana in pietra del 1400, davvero splendida; poco più in alto tra le case arrivate al Castello che domina labitato, dedicato alla Madonna della Vittoria, forse per celebrare una vittoria militare.
Grotte di Stiffe
Sulla strada che va verso San Demetrio, dopo circa 10 chilometri da Fontecchio, sulla sinistra trovate il cartello che vi segnala il bivio per la frazioncina di Stiffe, dove trovate le famose grotte. Le acque di molti torrenti che nascono nella zona di Rocca di Mezzo, dopo essere finite i pozzi naturali detti inghiottitoi dellaltipiano delle Rocche, scorrono in mille canali finendo poi per raccogliersi in un grande fiume sotterraneo che, col passare dei secoli, ha creato le bellissime grotte di Stiffe. Potrete esplorarle per oltre mezzo chilometro, camminando tra stretti passaggi e enormi sale decorate da stalattiti, stalagmiti e cascatelle, alcune alte più di venti metri.