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Salumi
Le ventricine teramane e chietine
Testi e foto di Giovanni Lattanzi

Esiste anche un salume spalmabile, impareggiabile sulla bruschetta. Si tratta della Ventricina di Crognaleto, caratterizzata da un profumatissimo e morbidissimo impasto. Una macinatura fine che la differenzia dalla cugina teatina di Roccaspinalveti, e Guilmi con grana piuttosto spessa e meno compatta da affettare. Preparati con carne grassa e magra condita in maniere diverse e piccanti, conservata nell’immancabile budello naturale o in invitanti vasetti di vetro pronti all’uso. Il contrasto tra il sapore dolce del grasso di maiale e il piccante crea un’armonia che conquista i buongustai. Elemento comune delle due ventricine è l’uso nell’impasto di abbondante peperone dolce e piccante che gli conferiscono la caratteristica colorazione rossa. Questo tipico prodotto della cultura contadina abruzzese legava allo spessore del lardo (più di un palmo!) auspici per la ricchezza dell’annata. Altri tempi!

Crognaleto
Il nome Crognaleto deriva dal dialettale crognale e cioè corniolo, la pianta che produce frutti commestibili di colore rosso vivo e il cui legno, duro e pregiato, viene utilizzato per lavori al tornio. 

Con i suoi 1105 metri di altezza é uno dei paesi più alti della zona e conserva due belle testimonianze del fervore religioso che animava gli abitanti di queste sperdute valli. La piccola chiesa di Santa Caterina del 1500 è all’interno del borgo, mentre sulla rupe che lo domina si trova arroccata la pittoresca chiesina della Madonna delle Tibia. Fu costruita nel 1617 e il suo dedicante, Bernardo Paolini, decise di affiancarle una piccola osteria (la vedete ancora oggi al suo posto) per il meritato riposo dei pellegrini che osavano affrontare queste impervie valli. 

Dal punto di vista gastronomico questa non può che essere una terra ricchissima: le specialità della cucina boscaiola qui sono esaltate, così pure come tutte le varietà di preparazione della carne di pecora, che trova la sua più alta espressione nella pecora alla callara. Eccellenti poi gli insaccati, i latticini, i formaggi ma anche le trote dei limpidissimi corsi d’acqua, che arricchiscono ulteriormente le tavole di Crognaleto. 

Colle del vento
L’uomo ha abitato queste valli da tempi remoti e ciò è dovuto al fatto che essi sono particolarmente accoglienti grazie alla quantità di boschi, sorgenti, corsi d’acqua, prati per pascoli. Questa ricchezza ha offerto alle popolazioni, costrette a fuggire dalle continue invasioni, rifugio sicuro e inaccessibile. Una prova viene dalle suggestive muraglie megalitiche preromane che si possono visitare a Colle del Vento di Piano Vomano.

Cervaro
Cervaro, una minuscola frazione di Crognaleto, poche case a strapiombo sulla gola di un torrente, merita una visita poichè la sua struttura è rimasta praticamente intatta nei secoli dal 1500 quando fu edificato. In fondo all’unica via del paese si trova la chiesa di Sant’Andrea, con il suo splendido soffitto in legno del 1700 interamente dipinto.

Cesacastina
Giacchè siete in zona, vale la pena di salire fino a Cesacastina per visitare Colle Morello, un gruppo di case appena fuori dal paese dove, sulle grosse pietre squadrate usate come architravi di porte e finestre, potrete leggere curiosi motti e versetti sacri accompagnati dal monogramma dei Gesuiti. A Cesacastina non perdete la suggestiva chiesa dei Santissimi Pietro e Paolo. Un ultima curiosità il nome Cesacastina deriva dai numerosi castagni presenti nella zona, con “cesa” a significare taglia e “castina” ad indicare appunto i castagni.

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