A zonzo con Leonardo Da Vinci tra le
"Scalate" di Villa Celiera:
cronaca visionaria di una giornata
Ecco, Maestro, sio volessi
figurare quelle creste in modo si veritiero che paiano uscir dal piano, come
fare?.
Messer Leonardo si volta verso la vallata dove si stiracchiano campi e paesi:
Innanzi, la grossezza dellaria veduta di sotto in su e molto piu
chiara e splendente di quella vista dallalto in basso; e questo deriva dalla
vicinanza o dalla lontananza dellaria alla oscurita della terra che le sta di
sotto e alla penetrazione dei raggi del sole che e maggiore verso lalto.
Adunque, il medesimo accade per i monti ed i paesaggi. Eppero le cime de monti
si dimostreranno sempre piu oscure che le loro basi. Perdonate la mia
presunzione, Maestro, ma voi siete in contraddizione.... Serpeggiano le sopracciglia
aggrottate: La presunzione e talora affine alla conoscenza. Orbene, le radici
dei monti saranno piu chiare che le loro creste perche queste penetrano in una
regione daria piu remota dallacqua e dalla terra; per tali ragioni,
dette cime si mostrano ancor piu scure della loro naturale oscurita di quei
rilievi che penetrano nellaria bassa, la quale e piu densa e allora
tende ad imbiancare quello che circonda. Lento scorre lo sguardo fra i vapori delle
valli. Che stagione e? In risposta al pensiero, continua: I paesaggi fatti
nella figurazione dellinverno non debbono mostrare le loro montagne azzurre, come
far si vede alle montagne nellestate, poiche le ombre delle piante vestite di
foglie son tanto piu oscure che le ombre di quelle spoglie. Ora vedi -distende
lindice nodoso verso i picchi- il monte ombrato dalle nuvole partecipa del colore
azzurro quando il tempo sara chiaro intorno alle nubi stesse: e questo e
causato dal confronto tra laria illuminata dal sole e loscurita del
monte ombrato dal nuvolo; detta oscurita, passando nellocchio attraverso la
predetta chiarezza dellaria, viene a farsi di colore azzurro.
Ma attorno ce solo rosso, molto rosso: sale da dietro le nostre spalle e
incendia le "Scalate" di roccia, come qui susa chiamare il rincorrersi
delle creste. Non sono frequenti albe cosi. Tante volte ho seguito il Maestro, con
gli occhi ancora offuscati di sonno. Il rossore dellarco celeste si genera
infra locchio ed il sole e per la pioggia. Il qual rossore, insieme agli altri
colori, sara di tanto maggiore eccellenza quanto la pioggia sara composta di
piu grosse gocciole. E quanto tali gocciole sono piu minute, tanto i colori
sono piu morti; e se la pioggia e di natura di nebbia, allora larco
sara bianco integralmente scolorito. Silenzio sospeso. Ma locchio
-mormora- vuol essere infra la nebbia e il sole.
Passo a passo, precetto dopo precetto, i prati di zafferano avvolgono i colli. Per
meta riempio la bisaccia di crochi e di bacche blu; mi mostra un pugno di terra
bruna. Questo, Maestro, lho imparato. Per tutti i colori che s hanno da
imitare si paragona limitante collimitato a un medesimo lume. Adunque stendo
la mistione di colori su un poco di carta e la porro in linea visuale contro
li mitato, in modo che tra il vero e il falso non si porra spazio, e
cosi faro vedere ai miei colori gli stessi raggi del sole e aggiungero
varieta di tinte finche ottengo simili colori, ombrosi o luminosi
allimitato.
Si alzano folate improvvise. Portano chissa dove il grattio della penna sulla
carta. E mi viene dispetto: Messere , voi molto sapete e in svariati campi. Non
parvi che pero tanta maestria si perda in troppi rami senza maturar giusti frutti
?. Rapido si volta, arcigno nel tono: Alcuni si puo dire che si
ingannano, i quali chiamano buon maestro quel pittore il quale solamente fa bene una testa
o una figura. Certo non e gran fatto che, studiando una sola cosa tutto il tempo
della sua vita, non ne venga a qualche perfezione.... Sogghigna leggermente:
Pero mi pare un tristo maestro quello che solo una figura fa bene. La
nebbia avvinghia i nostri piedi; ancora lo rimbecco: Con licenza, ma nel sacco voi
avete piu titoli che denari. Tuona. Vi e una certa generazione di
artisti, i quali per loro poco studio bisogna che vivano sotto la bellezza delloro e
dellazzurro. Sicche sii vago con pazienza udire laltrui opinione!.
Il monte se ingrigito. Ancora non abbiamo mangiato.
(Libera interpretazione dal
Trattato della pittura di Leonardo - I Mammut, ed. Newton, 1996) |