Una delle piu antiche aziende abruzzesi sta per riaprire i battenti.
Dopo un periodo di grande splendore ed una serie di travagliate vicende, torna in tavola
il Corfi
nio, pregiato liquore "da signori". E la
leggenda continua.
1858: esattamente 140 anni fa nasceva a Chieti una leggenda secolare
destinata a lasciare tracce ancora oggi tra gli abruzzesi D.o.c..
E, come in ogni leggenda che si rispetti, anche in questa un mago autentico, con tanto di
occhialini, baffi e pizzo fluente, ha amalgamato erbe, essenze, filtri, mestoli, folletti,
pentole, alambicchi e vapori perfezionando "pozioni" inebrianti ed
"elisir" coinvolgenti.
Questo mago si chiamava Giulio Barattucci ed il suo laboratorio sorgeva a Chieti
allinizio di Via Ferdinando Ferri. LAternum, lAmaro Majella ed un
liquore alle erbe sono stati i suoi "incantamenti" piu riusciti ma il suo
fiore allocchiello, la sua magia piu autentica, il suo vero "filtro
damore" fu da lui battezzato "Corfinio". Essendo in piena epopea
garibaldina, Giulio Barattucci aveva forse voluto mettere in bottiglia tutto lo splendore
di un nome abruzzese pregno di storia patria (non va dimenticato che lantica
Corfinium era stata capitale dei Peligni e della Lega delle Nazioni contro Roma
Imperiale).
Nacque cosi un infuso fascinoso ed accurato di ben 42 erbe distillate a caldo: un
liquore brillante nel quale risaltava tutto il profumo delle stagioni e lincanto dei
monti dAbruzzo. Lazienda chiese ed ottenne la licenza UTIF numero 1
dallUfficio Tecnico Imposte di Fabbricazione di Pescara: una
"primogenitura" indiscussa e indelebile nella nostra regione.
Il successo fu immediato e permise alla Ditta affermazioni prestigiose nelle piu
importanti rassegne nazionali ed internazionali diventando inoltre fornitore ufficiale
della Real Casa. In Abruzzo, a quellepoca, non vi furono cafe a la page
o foyer di teatro o salotto buono dove il Corfinio non recitasse un ruolo di primo piano,
cosi come non vi furono personaggi importanti della cultura della belle epoque che
non ne abbiano gustato ed apprezzato la genuinita, il calore, il fascino sottile: da
Benedetto croce a Gennaro Finamore, da Costantino Barbella a Michetti, dai Cascella a
Francesco Paolo Tosti a Gabriele DAnnunzio. Allepoca, Giulio Barattucci si
rivelo anche un eccentrico e precoce "publish-man": allapprossimarsi
delle festivita piu importanti si serviva spesso di uomini-sandwich e faceva
affiggere in citta gruppi di ma
nifesti pubblicitari,
capovolti e non (3 + 1 generalmente) per attirare maggiormente lattenzione dei
passanti.
Purtroppo, come in ogni leggenda, lapparizione di un "orco cattivo" sotto
forma di un malaugurato incendio divampato nel 1925, alla vigilia della stipula del suo
primo contratto di assicurazione, distrusse completamente il vecchio stabilimento e con
esso tutta la documentazione epistolare e fotografica piu rilevante.
Ci volle tutta la caparbieta della famiglia Barattucci (Giulio aveva avuto ben 18
figli: tutti i maschi con i nomi che iniziavano con la lettera A e le femmine con la
lettera E) per tirarsi su e riprendere al meglio lattivita con gli stessi
marchi, con criteri di fabbricazione aggiornati ma autenticamente genuini, con la stessa
dedizione ed accuratezza del fondatore. In Italia ed allestero divennero
particolarmente ricercate le confezioni regalo del Corfinio. Una felice intuizione e la
mano maestra di F.P. Michetti finirono infatti per esaltare la specialita in
eleganti anfore di ceramica di stile attico le quali, dopo la delizia ai palati,
diventavano nelle case un raffinato complemento di arredo. E dopo le anfore vennero le
caratteristiche borraccette e poi il galletto e poi le tartarughe, e le paranze e quindi
le pacchianelle e le damine curate tutte nella forgia e nei decori dai maestri ceramisti
piu importanti della Provincia, da Cerulli a Bontempo: vere e proprie
"chicche" per i collezionisti di oggi. Ma dopo il secondo conflitto mondiale,
tutta la realta socio-industriale muto rapidamente: nuovi impianti, nuovi
processi produttivi, nuove strategie di mercato, nuovi prodotti dimportazione e,
perche no, una concorrenza spietata e a volte scorretta finirono per confondere i
consumatori stessi e segnarono il declino della leggenda Barattucci.
Per molti anni i marchi di fabbrica ed i brevetti sono rimasti gelosamente custoditi dagli
eredi ed oggi Fausto Napoli, lultimo discendente della famiglia, rompendo gli
indugi, ha deciso di festeggiare lanniversario tornando a scrivere un nuovo capitolo
di questa bella favola riproponendo il Corfinio agli abruzzesi del terzo millennio: un
brindisi augurale con lantica magia di Barattucci che torna cosi a
simboleggiare tutto il fascino di una terra generosa qual e lAbruzzo.