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DALLA TERRA ALLA BUONA TAVOLA
di Francesco Subbioni

Quella di Teramo e’ una provincia di antica vocazione agricola e di solide tradizioni culinarie.
Nelle sue fertili vallate, grazie alle ottime condizioni climatiche, l’orticoltura, la frutticoltura, la viticoltura, l’olivicoltura e gli allevamenti zootecnici, costituiscono da sempre una realta’ economica che alla base ha il culto delle tradizioni e della buona tavola. La conservazione e lo sviluppo di questo patrimonio sono gli obiettivi degli studi e delle ricerche sulle nuove tecniche di coltivazione e produzione condotte sia dai singoli produttori che dalle associazioni di categoria, coadiuvati dai tecnici dell’Agenzia Regionale per i Servizi di Sviluppo Agricolo.

Aziende e superficie agricola
A testimoniare l’esattezza di questa filosofia sta l’importanza del settore agricolo nell’economia della provincia e dell’intera regione: secondo il direttore regionale della Federabruzzo, Michele Serra, il patrimonio agricolo provinciale spicca per numero di aziende e per superficie utilizzata. "Le 108 unita’ operative ed i 2 mila 770 addetti al settore, incidono rispettivamente per il 12, 2 ed il 12, 3 per cento sul totale delle aziende e sul complesso del livello occupazionale".

Cereali e colture legnose
Il settore privilegiato nell’agricoltura teramana e’ quello dei cereali (44. 960 ettari): avena, mais, orzo, segalee' Tutti quegli alimenti che sono amati dai dietologi e dai consumatori perche’ vengono riscoperti come fondamentali nell’alimentazione".

Problemi e prospettive dell’ortofrutticoltura
L’orticoltura e’ dislocata prevalentemente lungo tutta la fascia costiera. La produzione di ortaggi guarda non solo al mercato nazionale, ma anche a quello europeo. "Secondo i dati -ci dice il direttore provinciale della Coldiretti, Gabriele Coccia- nel 1995 le coltivazioni in campo occupavano complessivamente una superficie di 7.760 ettari con una produzione totale di 1. 555. 049 quintali. Mentre il totale delle produzioni in serra ammontava nel 1995 a 2. 826 quintali e riguardava in modo particolare il cetriolo, la lattuga, il peperone, la melanzana, la fragola e le zucchine. Il consumatore, dal canto suo, e’ divenuto oggi piu’ esigente, richiedendo un prodotto di qualita’ superiore, nutrizionalmente completo e, soprattutto, esente da residui tossici".
Non gli si puo’ dare certamente torto. "Infatti un piatto di insalate verdi e ortaggi di vario genere, con particolare riferimento ai pomodori, e con l’aggiunta di olio extra-vergine d’oliva, l’ingrediente del nostro benessere -sostiene Marino Giorgetti, funzionario del servizio di assistenza tecnica dell’Arssa- rappresenta proprio un pasto completo. Perche’ introduciamo nell’organismo vitamine e sali minerali allo stato naturale, amidi e grassi insaturi, oltre a dar modo alla massaia di preparare rapidamente menu’ variati e corretti".

Vite, olivo e fruttiferi
La vite e l’olivo godono di un posto di tutto rispetto nell’economia agricola teramana. Infatti grazie anche alla felice posizione geografica, assolata come poche altre zone, protetta dall’afflusso di aria fredda dal nord, con un clima che favorisce la formazione degli zuccheri nei grappoli d’uva e ad un terreno particolarmente fertile, nella zona collinare costiera sia il vino che l’olio si sono caratterizzati fortemente all’interno della produzione abruzzese.

Allevamenti zootecnici
La tradizione culinaria teramana e’ ricca di piatti e ricette a base di carne: basta pensare al tacchino alla Canzanese, o all’agnello cace e ova, e ad altre prelibatezze che fanno grande la cucina di questa provincia. Nel settore zootecnico l’industria teramana privilegia la qualita’ a dispetto della quantita’. Ecco perche’ (almeno rispetto all’agricoltura) le cifre sono di minore entita’: il coordinatore del servizio di assistenza tecnica della C.I.A., Roberto Di Muzio, ci fornisce i dati del ‘95 che danno 34. 280 unita’ per i bovini; 131.400 per gli ovini; infine 36.600 per i suini.
A vigilare sulla qualita’ della carne e’ uno degli organi piu’ all’avanguardia non solo a livello nazionale, ma anche europeo: l’Istituto Zooprofilattico di Teramo, che di recente ha apportato ulteriori migliorie al sistema di identificazione animale e a quello di selezione dei riproduttori onde garantire al consumatore genuinita’ e qualita’ del prodotto.
L’industria teramana nel settore zootecnico, secondo le parole del presidente regionale della C.I.A., Domenico Falcone, offre ottimi prodotti lattiero-caseari, prosciutti, salumi e insaccati. Gli insaccati sono prodotti dalla lavorazione delle carni suine sottoposte a salatura come prosciutti, capicolli e spalle oppure triturate come salami, mortadelle e salsicce. Le carni avicole sono state invece improvvisamente rivalutate poiche’ racchiudono tutte le qualita’ delle carni bovine senza averne i difetti, cioe’ il loro contenuto di grassi saturi.

Prodotti di qualita’ locale
Ma il progredire dell’industrializzazione nel settore agroalimentare potrebbe penalizzare la produzione tipica locale, che continua a lavorare artigianalmente? Il direttore regionale della Coldiretti d’Abruzzo, Aldo Tesei, afferma che "uno dei problemi riscontrati nel settore alimentare e’ la presenza di poche grandi aziende (Cerulli, Rolli, Amadori, Barba) e di una miriade di piccole imprese artigiane che, per continuare a garantire la qualita’ del prodotto, sottovalutano la possibilita’ di espandersi commercialmente; e’ costante tuttavia da parte delle istituzioni lo sforzo per tutelare e migliorare qualitativamente queste interessanti risorse locali".

I prodotti della “dieta mediterranea”
Tutti i prodotti che compongono la “dieta mediterranea” sono presenti in provincia di Teramo. Dopo i cereali, i legumi, gli ortofrutticoli, il vino, l’olio extravergine d’oliva, altri componenti di questo tipo di alimentazione, tanto determinante alla salute dell’uomo, fanno parte delle coltivazioni attuate in questo territorio. "Anzitutto -ricorda Leo Spina, presidente dell’Unione Generale Coltivatori aderente al Copagri- il latte e i prodotti caseari;
quella della caseificazione e’ un’arte che e’ andata, via via, progredendo sino a dar vita ai giorni nostri ad una fiorente industria casearia che, pur nella sua modernita’, continua a mantenersi legata alla tradizione. Poi sono presenti alcuni piccoli panifici a carattere artigianale dotati di moderne attrezzature, con i quali il pane ritorna sulle nostre tavole dopo che i timori dell’obesita’ l’avevano confinato in un “ghetto alimentare”.

Funghi e tartufi: una fiorente economia
I Monti della Lagasono ricchi di funghi e tartufi, alimenti tanto noti per le loro qualita’ Tartufigastronomiche quanto poco sfruttati a livello commerciale. Data l’importanza di questi elementi nella tradizione culinaria della provincia, si sta cercando di tutelare questi preziosi prodotti con un marchio di qualita’ e provenienza.
Inoltre i divulgatori dell’Arssa hanno messo a punto la tecnica di coltivazione del tartufo, creando cosi nuove possibilita’ economiche per gli operatori agricoli. In questo territorio ha trovato un certo spazio anche la coltivazione dei funghi praticata generalmente nella piccola-media azienda agraria.

La gastronomia verde
Chi non ha mai assaggiato pepatelli, calgionetti, croccanti, neole, bocconotti, torroni di fichi e di mandorle, sfogliatelle e compagnia bella non sa cosa sono i dolci teramani. Grazie alla fantasia e alla creativita’ delle imprese dolciarie teramane, in gran parte a carattere artigianale, in questa provincia ci sono dolci per tutti i gusti. Da accompagnare magari con un liquore: da quello, famosissimo anche all’estero, nato da una perfetta fusione tra il distillato di vino e quello di arance, agli amari a base di erbe raccolte nell’area protetta del Gran Sasso-Monti della Laga, creati nelle farmacie dei conventi, dove frati e monaci li distillavano da erbe e radici per usarli come analgesici.

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