Adesso ha superato il traguardo dei 10 miliardi di capitale sociale e
punta ai 20. Si chiama Serfina. In pochi anni si e imposta per il suo dinamismo e le
sue caratterist
iche innovative. Ed ora, lancia una proposta
"rivoluzionaria": riunire in un unico grande gruppo regionale le maggiori
finanziarie abruzzesi. Con un occhio alla Fira e al sistema bancario regionale. E
allEuropa.
La "svolta" giunse nel 1994. Era stata costituita nel 1990 da
Cna e Confesercenti di Chieti per offrire servizi finanziari ed assicurativi ai propri
associati. Allepoca, "Serfina" era un marchio che identificava la rete
nazionale delle societa di consulenza finanziaria della Cna, nata per distribuire i
prodotti finanziari ed assicurativi di Artigianfin e Unipol.
Quattro anni dopo la sua costituzione, si trasformo in societa per azioni. La
rinnovata denominazione sociale esprimeva molto di piu che un solo cambiamento di
forma societaria. Essa era il segno, concreto e simbolico allo stesso tempo, di un grande
salto di qualita: da societa in qualche modo "derivata" da un
modello e una rete nazionali, a tipica struttura fortemente radicata nelleconomia e
nel mondo imprenditoriale, finanziario e creditizio abruzzese. Il progetto di sviluppo che
stava alla base della trasformazione della societa piacque, e convinse alcune della
maggiori imprese abruzzesi. Nella Serfina infatti entrarono la Banca Popolare di Lanciano
e Sulmona , il gruppo Toto (del manager che con AirOne ha "osato" contrastare il
monopolo Alitalia), la Wts (il Gruppo Walter Tosto, che ha rivoluzionato il settore
produttivo dei serbatoi Gpl), la Sipes della famiglia Di Vincenzo (che spazia con successo
in molti settori imprenditoriali), il Pastificio Del Verde (famoso nel mondo per la sua
pasta prodotta a Fara S.Martino), la Cydena (lazienda che imbottiglia laqua
minerale Santa Croce), la Globo (azienda di Giorgio Losi, leader nel settore della
commercializzazione dei materiali da costruzione), esprimendo, altresi, un
azionariato in tutti i settori economici e produttivi della regione (dalle Case di Cura
alla gioielleria),infine coinvolgendo praticamente tutte le organizzazioni
imprenditoriali: dai "soci fondatori" Cna e Confesercenti, alla Confindustria,
Confapi, Confartigianato, Lega delle Cooperative.
Il 1994, con la trasformazione in spa e laumento del capitale sociale a 4 miliardi,
fu un anno di svolta. "Ma - osserva Pietro Odoardi, presidente di Serfina- gia
in precedenza avevamo dimostrato la nostra capacita di crescere e di radicarci
nelleconomia regionale. Nel 91, ad esempio, portammo il capitale sociale a 600
milioni coinvolgendo altre associazioni abruzzesi di Cna e Confesercenti, oltre quelle di
Chieti, e le stesse "centrali" nazionali di queste due associazioni.
Successivamente, mentre iniziavamo una prima, limitata attivita di erogazione
diretta di finanziamenti, portammo il capitale sociale a 1 miliardo attraverso
lingresso nella societa di alcuni imprenditori. Fu allora che diventammo a
tutti gli effetti intermediari finanziari non bancari, chiedendo e ottenendo
liscrizione allapposito albo tenuto dallUic ". In pratica la
societa si rendeva conto che le istituzioni creditizie e finanziarie locali
iniziarono ad avere un approccio scollato dal territorio e quindi Serfina si inseriva
agevolmente in tale mercato locale. Crescita rapida ma non improvvisa, dunque: e
questo il senso della precisazione del presidente di Serfina.
Un concetto ribadito e ampliato da Fernando Tonelli, imprenditore metalmeccanico (la sua
MVS e una delle maggiori fornitrici della Honda di Atessa), presidente regionale
della Cna e vice presidente di Serfina: "Anche per quanto riguarda il ruolo della Cna
e della Confesercenti, Serfina e sempre stata molto attenta a valorizzarne
lapporto e la funzione di raccordo con diffuse e importanti categorie produttive,
come gli artigiani e i commercianti. In questo modo Serfina ha ribadito e consolidato la
sua "filosofia" di fondo: operare nel settore finanziario e creditizio
mantenendo pero uno stabile e stretto legame con la economia reale, solo fondamento
di una finanza sana e apportatrice di sviluppo".
Oggi si puo affermare a ragion veduta e risultati alla mano che Serfina, da piccola
societa di servizi finanziari, con la sua capacita di aprirsi a soggetti
diversi dai "soci fondatori" e di sviluppare una accorta e lungimirante politica
di alleanze, e diventata la maggiore struttura finanziaria e creditizia parabancaria
dellAbruzzo. Ma la societa non intende "dormire sugli allori", i
suoi obiettivi sono sempre piu improntati a una ragionevole ambizione. Entro il 1998
sara completato laumento del capitale sociale alla ragguardevole somma di 20
miliardi, gia sottoscritto per 10 miliardi con lingresso di nuovi
imprenditori: la Cantina Tollo (la maggiore produttrice di vino abruzzese che non
trasscura la qualita del prodotto), la Sogeda (azienda di Domenico Allegrino, che
produce distributori automatici di caffe e bevande), la DellAventino (di Nereo
DellAventino, produttrice di mangini), la Marrollo (di Calogero Marrollo, capannoni
industriali e prefabbricati), e la Cassa di Risparmio di Pescara e di Loreto Aprutino, uno
dei massimi istituti di credito della regione. Nel corso del 97 e stato
collocato per intero un prestito obbligazionario di 5 miliardi a 3 anni, da destinare
prevalentemente a iniziative di partecipazioni societarie. Dimostrando notevole
rapidita decisionale e operativa, Serfina ha gia acquisito alcune importanti
partecipazioni: con lEurobic Abruzzo e Molise ha avviato una stretta collaborazione,
culminata nella presentazione assieme a Fira, FinMolise e Bls la Banca Popolare di
Lanciano e Sulmona di un importante progetto di "sovvenzione globale" di 50
miliardi; insieme ad Arpa spa e a Bimospa, societa del Poligrafico dello Stato, ha
costituito la societa Sistema, societa per la gestione di servizi alla
mobilita per il trasporto pubblico locale abruzzese (gestisce fra laltro la
biglietteria dellArpa e della Gestione governativa); ha acquistato una
partecipazione in Tecnos, societa per linnovazione tecnologica; ha acquisito
una rilevante partecipazione del capitale sociale di Sima, una finanziaria a
partecipazione Banca Popolare di Lanciano e Sulmona specializzata nella cessione del 5°
dello stipendio. Infine Serfina ha acquisito il 38% della Dpf (azienda del gruppo Carraro,
operante nella produzione di ingranaggi), acquisizione che ha consentito la realizzazione
in Abruzzo di questo investimento.
La partecipazione della Sysfer-quality system (societa del gruppo Ferri, che si
occupa di processi di controllo automatico attraverso la realizzazione di prodotti di alta
tecnologia), la Rim (produttrice di camicie di seta di altissima qualita, che conta
tra i suoi clienti star di Hollywood, come Stallone e Schwarzenegger).
Una prima vera e propria operazione di merchant banking Serfina lha compiuta
coordinando lacquisizione del capitale di controllo di Reteotto. "Una
operazione - dice Dionino Serano, vice presidente di Serfina - che ci ha reso
particolarmente orgogliosi, poiche ha agevolato il risanamento finanziario di una
emittente storica del panorama televisivo abruzzese, consentendo la salvaguardia di decine
di posti di lavoro ed il rilancio di una importante voce dellinformazione
regionale".
Nellattivita di erogazione Serfina si sta sempre piu specializzando nei
finanziamenti a breve, in particolare nelle anticipazioni e nel factoring, dimostrando
grande flessibilita e capacita di adattamento alle variegate esigenze del
proprio mercato di riferimento, composto prevalentemente da piccole imprese
dellartigianato e dellindustria. In coerenza con la sua regola di una
rapidita operativa temperata da accortezza e cautela, Serfina nellultimo
periodo ha avviato una prudente attivita nel campo delle fidejussioni e delle
cauzioni, mentre si consolidano alcuni suoi "punti forti", quali il servizio di
consulenza nel campo del leasing e in quello della legislazione agevolativa.
Ma qual e il segreto del successo di questa iniziativa?
"Il successo di Serfina -afferma Giulio Trevisan, giovane imprenditore ed esponente
delle piccole imprese della provincia di Chieti- si spiega con la sua capacita di
"intercettare" e interpretare un bisogno oggettivo delleconomia abruzzese:
quella di una struttura finanziaria in grado di intervenire e di supportare le esigenze di
sviluppo dellimprenditoria locale, in termini di articolazione delle tipologie di
credito, di consulenza e di interventi personalizzando gli stessi alle necessita
aziendali e immedesimandosi nelle scelte operative delle aziende curando di esaltarne le
risorse". Ma dalla nuova e funzionale sede teatina, un palazzetto del 600 in Largo
Barbella, trapelano notizie e dettagli di un progetto davvero "alto" e
ambizioso: creare in Abruzzo ununica, grande finanziaria regionale privata mediante
la proposta di aggregazione (o addirittura la fusione) rivolta alle altre finanziarie
abruzzesi collegate alle associazioni imprenditoriali. Il raggruppamento potrebbe contare,
per il solo effetto della fusione, su un capitale sociale di 30 miliardi che, dicono in
Serfina, potrebbero diventare senza problemi 50 miliardi, per il prevedibile effetto di
trascinamento. Una cifra consistente sicuramente sufficiente per svolgere il ruolo che
loperazione si prefigge: concorrere allo sviluppo delleconomia abruzzese
reinvestendo il risparmio locale in capitali di rischio al sostegno di idee e progetti
imprenditoriali di buone prospettive ma di insufficienti risorse finanziarie.
La nuova finanziaria si legherebbe cosi ad un ruolo dinamico, innovativo e
propulsivo nel settore del finanziamento alle imprese, radicandosi nel sistema delle
piccole e medie aziende ben piu di quanto non possano fare piu tradizionali
servizi finanziari. Un "radicamento" prezioso per tener testa alla piu
agguerrita concorrenza extraregionale.
Ma a Serfina non si nascondono che loperazione potra riuscire solo a
condizione di instaurare una funzionale e soddisfacente (per tutti)
"interfaccia" con la Fira (la finanziaria pubblica regionale), con il sistema
bancario operante in Abruzzo.
Insomma: brillante lidea, ambizioso lobiettivo, che per essere raggiunto ha
bisogno del consenso non solo del mondo imprenditoriale abruzzese ma anche del ruolo
politico e delle strutture sociali specialmente nel momento attuale in cui il terzo
settore ha bisogno di una pregnante collaborazione per il suo decollo.