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TRENTA UOMINI IN VASCA
di Fabrizio Gentile

Nuotatori della domenica? Macche’. Fanatici? Tutt’altro. Salutisti? Alcuni. Sono gli atleti della squadra nuoto Masters di Pescara. Avvocati, ingegneri, insegnanti, broker e commercianti, uniti da una passione comune, che gareggiano per divertirsi. E per vincere.

Britt Hallberg, 70 anni, pensionata, casalinga. Un volto sorridente sotto i capelli grigi, su due spalle robuste, con un portamento tutt’altro che dimesso e un’accento che tradisce le sue origini svedesi. Sposata, con prole, e’ la nonna che tutti desiderano. Si’, perche’ oltre ad essere una tenera vecchietta e’ anche campionessa italiana di nuoto, record italiano nei 50 rana, 50 e 100 stile libero, 50, 100 e 200 dorso. Ha conquistato due secondi posti ai campionati europei e si e’ classificata seconda nei 50 stile libero e terza nei 100. Il tutto negli ultimi due anni. La signora Hallberg fa parte, insieme ad una trentina di persone, della squadra di nuoto Masters di Pescara. Per chi non lo sapesse, il circuito Masters racchiude i nuotatori tra i venticinque e gli ottant’anni di eta’, dilettanti o professionisti che siano, e organizza gare di portata internazionale in tutto e per tutto simili alle normali gare di nuoto olimpioniche. Con la differenza che al trentenne ex nuotatore che fino a ieri militava nelle fila dei professionisti puo’ capitare, in una gara Masters, di lottare per il titolo con una dolce e canuta signora, e quel che e’ peggio, puo’ capitargli di perdere.
Britt Hallberg non e’ l’unica a sorprendere chi provi ad accostarsi al mondo dei nuotatori Masters. Si scopre infatti che, dietro la porta di un commercialista tutto impegnato a compilare dichiarazioni dei redditi, si cela un uomo che dedica tutto il suo tempo libero ad allenarsi per migliorare il suo tempo in quella determinata specialita’, "perche’ devo assolutamente vincere e portare punti alla squadra". E’ cosi’: professionisti del lavoro in ogni campo (dal commerciante all’ingegnere al farmacista all’avvocato), ma anche studenti e pensionati si trovano fianco a fianco, accomunati da un’unica passione. E non si tratta, ripetiamo, di gente che lo fa "cosi’, per farlo", ma di persone che a livello agonistico danno filo da torcere ai giovani piu’ agguerriti.
Alcuni di loro sono ex nuotatori, ma altri non hanno mai praticato sport o ne hanno praticati altri. Nella squadra pescarese milita anche Renato Possanzini, 36 anni, commercialista e un passato glorioso nel nuoto nazionale. Attualmente detentore del record italiano (2’38"1) nei 200 rana in vasca corta e quarto ai campionati europei. Come lui anche Marzena Kulis, nata a Cracovia 33 anni fa, allenatrice (diplomata) di nuoto e titolare di una profumeria. Marzena ha il medagliere piu’ ricco e -a detta di tutti- e’ la piu’ forte della squadra. Ma anche persone come Massimo Felicetti, assicuratore quarantenne con moglie e figli a carico, che e’ uno dei piu’ dinamici atleti del team: il suo e’ un curriculum piu’ che rispettoso, data anche la sua esperienza pluriennale come istruttore nella Polizia. Insieme agli ex nuotatori anche un ex impiegato delle Poste, Antonio Trento, sessantatre’ anni, finalista ai campionati italiani nei 200 rana e 400 stile libero, e terzo classificato nei 200 rana. Ha inoltre conquistato il primo posto nei 100 rana al meeting di Roma nel 1997. Insomma, una squadra eterogenea. "Ma con un’anima sola", spiega Sergio Nobilio, 42 anni, insegnante. "Il team di Pescara si e’ costituito nel 1996 e siamo gia’ molto affiatati. Le diverse origini di ciascuno fanno si’ che tutti possano imparare da tutti, e questo ci lega molto. Ognuno poi partecipa per motivi diversi, ad esempio per tenersi in forma o per migliorare la propria qualita’ della vita, ma abbiamo tutti uno spirito agonistico che ci ha portato ad essere estremamente competitivi". Nello scorso anno i Masters pescaresi hanno partecipato con successo ai campionati europei, ai mondiali (tenutisi a Sheffield, in Inghilterra, e a Praga) e a svariati meeting. "Naturalmente non tutti si iscrivono a tutte le gare: chi si sente di partecipare ad un meeting ci va e partecipa per quelle che sono le sue specialita’. Ci sono poi alcuni meeting che assegnano punteggi a squadre, non a singoli atleti, e a questi partecipiamo generalmente tutti insieme. Altrimenti non siamo in piu’ di dieci o quindici persone per volta, tenendo conto che tutto e’ autofinanziato, dall’iscrizione al viaggio e al soggiorno. Ad esempio, eravamo in sei a Lucca (anzi cinque, perche’ uno di noi ha avuto un malore e si e’ ritirato dalla competizione) ed abbiamo raccolto piu’ punti di altre squadre che si presentavano con quaranta-cinquanta atleti, entrando tra le prime venti classificate; o a Roma, dove con tredici atleti abbiamo raggiunto lo stesso risultato. Insomma, il livello qualitativo della nostra squadra e’ buono. Manca pero’ la divulgazione di questo circuito, cosa che forse porterebbe ad avere piu’ atleti competitivi in specialita’ nelle quali noi siamo un po’ carenti…".
Come si svolgono queste gare?
"Nei meeting si gareggia per iscrizione a tempo. Cioe’, se uno fa i 100 stile libero in 1’50" verra’ iscritto in batterie che vanno da 1’50" a 1’48", e quindi gareggera’ con persone che fanno il suo stesso tempo. Solo nei campionati mondiali, europei e nazionali si gareggia per categorie, suddivise in base all’eta’, che vanno di cinque anni in cinque anni. E, cosa importante, non c’e’ differenziazione in base al sesso. Insomma, il lato agonistico e’ tremendo, ogni gara e’ tiratissima e ciascuno di noi cerca in ogni modo di migliorare il proprio tempo".
Leo Iannetti, ingegnere, docente all’Istituto Tecnico Industriale di Pescara, a quasi sessant’anni e’ giunto in finale ai campionati italiani nelle specialita’ dei 50 rana, 50 delfino e 50 stile libero. Iannetti da giovane ha praticato vari sports, anche a livello agonistico: e’ stato campione di lancio del disco nel 1961 a Torino nel campionato italiano universitario, e si e’ classificato secondo nei campionati italiani di nuoto quando aveva quindici anni. Per allenarsi ci vuole tempo, cosa che non tutti hanno. Come fare a conciliare la professione e la quotidianita’ con uno sport che richiede una tale disponibilita’? Iannetti si ritaglia un paio d’ore ogni due giorni per andare ad allenarsi. "La gara -dice- e’ un metro insostituibile per controllare il proprio stato di salute: vale piu’ di 100 analisi cliniche. L’allenamento e’ necessario ma tedioso, gareggiare invece mi mantiene giovane. E il circuito Masters ha un pregio: toglie l’agonismo, fa diventare il nuoto uno sport a misura d’uomo". "Metto a frutto la presenza di sette impiegati regolarmente stipendiati nel mio ufficio con una maggiore liberta’" scherza Massimo Felicetti. "In realta’ quest’attivita’ comporta certe scelte: e’ logico che chi come me ha famiglia non puo’ dire alla moglie "quest’anno niente vacanza perche’ devo allenarmi". Semplicemente, scelgo un luogo nei pressi del quale si trovi una piscina…"

 

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