Home page ]

Gente di Pescara

1 Andrea Ricci, commesso
"Pescara e' un rapporto come quelli impossibili, come quelli che si vedono nei film o nei romanzi, caratterizzato da forti emozioni positive ma anche da grosse delusioni. Alle volte arrivi a non poterne piu', non ce la fai ad andare avanti. Ma basta il sorriso di quella persona a farti dimenticare tutto. E Pescara e' così: a volte e' insopportabile, vorresti andare a vivere dovunque. Ma basta una giornata di sole a farti vedere quanto la ami ".
2 Marco Mazzei, musicista e artigiano
"Pescara e' una fotografia, dove tutto e' stato predisposto affinche' venga bene: hai messo le luci, preparato il flash, usi la pellicola giusta, hai in mente l’immagine, sei insomma convinto di stare per scattare la migliore foto del mondo. Quando vai a svilupparla, vedi che e' uscita male. Ed e' sottoesposta".
3 Roberto Pagliaro, consulente di software
"Triste. Pescara e' triste. E’ una citta' fantasma, dove i ragazzi non hanno ricordi. La memoria storica e' stata spazzata via dalle tecnologie, viviamo in una citta' dove il progresso ha sì migliorato il grado di vivibilita', ma cancellando cio' che era stato scritto, non integrandovisi. Vorrei che fosse un girasole: che guardasse un po' il mare, al mattino, e forse riacquisterebbe la gioia di vivere".
4 Annalisa Cipollone, insegnante
"Pescara e' una libellula. Quando penso ad una libellula ho una sensazione di liberta' assoluta, e questo e' per me Pescara: una citta' dove godo della massima liberta', dove vivo benissimo nonostante i suoi difetti".
5 Marcello Eugeni, commerciante
"Pescara e' l’avamposto dove passa Martin Sheen in Apocalypse Now. E’ un punto di passaggio, una zona di frontiera, dove tutto passa e poco resta. In tutti i sensi. Mi piacerebbe che fosse come uno di quei begli alberi che in primavera fioriscono e mettono frutti, un mandorlo. Un bel mandorlo coi fiori bianchi".
6 Bruno Santori, agente marittimo
"Se fossi in un posto totalmente diverso da questo e dovessi pensare a Pescara, penserei all’odore del mare. Pescara e' una porta, dalla quale si puo' entrare ed uscire liberamente,e il veicolo e' il mare. Una citta' multietnica e multiculturale, che ha forse un po' perso i contatti con le sue origini. Ricordo quelle fotografie di Pescara in cui le strade sembravano piu' grandi, forse perche' c’erano meno palazzi. Vorrei che quell’atmosfera tornasse a scapito della caoticita'".
7 Emilio Fasciani, commerciante
"Pescara e' una Ferrari tenuta in garage. Tu sai quanto e' bella e potente, sei cosciente delle sue caratteristiche, sai che tutti possono invidiartela, e nonostante cio' continui ad andare in bicicletta. Che bello sarebbe utilizzare questa macchina".
8 Giuseppe Bruni, scrittore e saggista
"Per me Pescara e' come un megafono rotto: ci sono tante voci che non riescono a farsi sentire. Mi piacerebbe che invece fosse un altoparlante enorme, grande come il monolito di 2001, e che irradiasse la propria voce dovunque".
9 Fabrizio D’Andrea,
assicuratore

"Penso a Pescara come ad un atleta dal fisico prestante, il migliore, quello su cui tutti puntano, il vincitore a tavolino. Ma e' completamente sordo. E’ ai blocchi di partenza ma non sente lo sparo dello starter. Pescara arriva sempre -in tutto- per prima, ma non sfrutta mai le sue potenzialita'. E’ un atleta paralitico, piu' che sordo. Vorrei che riacquistasse quanto meno la motilita' degli arti inferiori".
10 Andrea Manetta, ristoratore
"Pescara e' un ologramma, ovvero non esiste: la vedi, sembra che ci sia qualcosa ma quando provi a prenderla e' inconsistente. Vorrei che fosse piu' concreta, che avesse realmente cio' che mostra di avere".
11 Gianluca Di Tillio, imprenditore
"Pescara e' una pianta esotica. Mi ci fanno pensare soprattutto i pescaresi, con il loro carattere caldo, passionale, a volte stravagante, molto mediterraneo. Ma spesso proprio i pescaresi rinnegano e tendono a dimenticare le proprie origini e le proprie caratteristiche. Vorrei che questa pianta avesse radici ben profonde".
12 Roberto Sala, editore
"Pescara e' un punto di fuga. Ossia, e' qualcosa di invisibile ma fondamentale, necessario all’opera d’arte. E in questo senso e' una citta' che da' molto alla regione, ma ne riceve pochissimo. Come vorrei che fosse? Vorrei che questa situazione si ribaltasse completamente: Pescara e' di fatto il capoluogo della regione; perche' non potrebbe esserlo anche formalmente?".
13 Dino Rosa, bibliotecario
"Pescara e' un velo. Un velo di omogeneita' che si frappone tra l’oggetto della percezione e il percipiente. Sotto questo velo c’e' una realta' complessa, multiforme, ben rappresentata dalla folla di locali del centro storico. Vorrei che Pescara fosse uno specchio, che in ogni suo punto riflettesse un’immagine vera, non nascosta, con cui confrontarsi".
14 Fabrizio Camplone, pasticciere
"E’ un ciambellone, semplice, e con un grosso buco. Simbolo delle tante opere incompiute: prima fra tutte la situazione dell’area di risulta. Piu' che riempire il buco, mi piacerebbe che Pescara fosse un Profiterole: alta, dolce e con tanto cioccolato".
15 Ivano Villani, pubblicitario
"Pescara e' un puzzle: le tessere, diverse tra loro, combaciano e danno alla fine un’immagine che e' qualcosa di unitario.Solo che la trovo un po’ spenta.Vorrei che fosse piena di vitalita', di movimento, come una stazione spaziale, o meglio come un Luna Park".
16 Lelia Zappacosta, insegnante
"E’ un calderone in cui si sono fuse tutte le culture dei suoi abitanti, che vengono da ogni parte d’Italia, facendole perdere la propria identita' storica: Manca una cultura della conservazione. Mi piacerebbe che Pescara fosse una grande famiglia, dove tutti sono attenti alle esigenze di ogni componente e si aiutano l’un l’altro".
17 Alessandro N. Savino,
regista

"Pescara la vedo come un capannone industriale, grezzo, pieno di luci e insegne luminose ma privo di infissi, cosicche' la luce esce in tutte le direzioni. Se queste luci fossero piu' ordinate, avessero una disposizione organica, e ci fossero gli infissi, forse dentro al capannone ci vedrei anche un palco, o che so, uno schermo".
18 Edoardo Caroccia,
sindacalista

"Pescara e' una serra piena di fiori di tutto il mondo. La serra simboleggia la tecnologia, e' occidentale e moderna; i fiori sono la linfa vitale di questa serra, culture la cui varia provenienza da' forza alla citta'. Pescara dovrebbe essere sempre così, anzi ingrandire questo laboratorio e produrre nuovi fiori".
19 Silvio Mazza, 64 anni,
uomo delle reti

"La paragono ad una rete, che ogni tanto va controllata se no non prende il pesce. Ha qualche grosso buco, ma in sostanza e' ancora una buona rete".
20 Angelo Gasparroni, pescatore
"Pescara e' fenomenale come la mia barca. Non c’e' molto da dire, e' bellissima e invidiabile da tutta Italia. L’unica cosa che farei a questa barca e' una copertura, fino a poppa, come si usa adesso, per proteggere i marinai specie in inverno dalle mareggiate".

segue

 

Redazione: Via Milano, 66/3 - 65100 Pescara
Tel/fax 08534296 - E-mail: vario@iname.com
Abbonamento annuo (sei numeri)
Lire 30.000 (estero Lire 60.000) - Vers. C/C Post. 13549654

Web design
PROFESSIONAL NET - Realizzazione e gestione pagine Web. Marketing e consulenza on line