Home page ] Su ]

Gente di Pescara

21 Spartaco Superanima (Stefano Di Santo), impiegato Telecom e agitatore culturale
"Pescara e' il sorgere del sole. Io la straadoro questa citta', ci sono nato, ci vivo e ci voglio anche morire. Tutto il suo patrimonio artistico e culturale si muove molto nel sottosuolo, e non e' detto che sia un male. Vorrei che fosse un grande calderone pieno d’arte a 360°, che richiamasse folle da ogni dove".
22 Gabriella Di Censo, responsabile Arci
"Blu elettrico. Pescara mi fa pensare al blu elettrico, ad una luce al neon, perche' e' moderna, vitalissima, e' una citta' che spara a tremila, che non ha nulla da invidiare alle citta' del Nord, tanto celebrate. Qui si vive benissimo. A volte, pero', si sente la mancanza di una luce calda, che sia un centro, un punto di riferimento".
23 Alfredo Di Pasquale, insegnante
"Per me e' un supermercato. La sua principale risorsa e' sempre stata il commercio, e i centri commerciali sono l’aspetto piu' bieco della modernita'. Io vorrei Pescara piu' pescarese, non in senso campanilistico, ma nel senso del recupero di una propria identita': coś com’e', e' solo una citta' moderna come tante".
24 Massimilano De Luca, sacerdote
"Pescara e' un quadro astratto, alla Picasso, che lo guardi e non capisci bene cosa sia. Riflettendoci un po', ti accorgi che un significato c’e', ma e' un quadro appena abbozzato, solo uno schizzo. Sarebbe bello se fosse un mosaico, dove tutte le tessere hanno un valore intrinseco, ma e' l’insieme che le rende forti".
25 Paolo Fascina, commerciante
"Per me Pescara e' una scarpa coi lacci, che anche se non abbraccia completamente il piede, ti fa stare comodissimo. E’ il miglior posto del mondo dove vivere, se hai trent’anni o se vuoi mettere su famiglia; per un ventenne puo' essere una scarpa stretta".
26 Sandro Visca, artista
"Pescara e' come una torta, ma di cemento armato: e' stata costruita solo per speculazioni edilizie, senza nessun riguardo per un senso estetico o per una sua vivibilita' da parte dei cittadini. Vorrei tanto che fosse un bel pan di spagna, e che tutti potessero mangiarne un pezzetto: vorrei che i cittadini si nutrissero di questa citta' che ha potenzialita' enormi".
27 Gino Manzo, edicolante
"Pescara e' come un mercatino dell’antiquariato, dove trovi di tutto, dalle cianfrusaglie agli oggetti di valore, un mercato caotico pieno di gente che compra e vende da tutte le parti. Vorrei prenderla e spostarla dentro una foresta, per vedere cosa cambierebbe"
28 Americo Carissimo,
giornalista

"Pescara e' un gioco del Monopoli disegnato sulla sabbia, sempre col pericolo di una qualche mareggiata: tutti giocano a fare gli affaristi, gli imprenditori, ma resta tutto sulla carta e ben poco nei fatti. Sarebbe bello se fosse il microchip di un computer della nuova generazione, almeno servirebbe a qualcosa".
29 Claudio Palma, preside Liceo G. D’Annunzio
"E’ come un vulcano, spesso in eruzione, che pero' e' circondato da terra fertile, risultato delle eruzioni. Potrebbe essere anche un mare in tempesta. Sarebbe bene che ogni tanto ci fosse un po’ di bonaccia per rimettere a posto le cose".
30 Enrico Di Rupo, imprenditore
"Pescara e' un labirinto con un bell’ingresso, nel quale se ci sei nato ti sai districare, ma se sei un turista non riesci a muoverti agevolmente per vedere le cose che ci sono. Se ci fossero delle indicazioni, magari si avrebbe voglia di restare e non di andarsene. E’ come una torta gustosissima a cui mancano le ciliegine, e non ti viene voglia di mangiarla"
31 Romina Creati, commessa
"Pescara e' una bellissima donna, incinta, che ha finito il tempo da un pezzo ma alla quale non si sono ancora rotte le acque. C’e' un involucro splendido, e dentro c’e' un’energia che vuole uscire, ma non ce la fa. Mi piacerebbe che fosse un falo', mi fa pensare ad una situazione festaiola, di aggregazione creativa".
32 Giovanni Tavano, antropologo
"Pescara e' un meltin’ pot: un pozzo dove si fondono culture diverse. E qui e' la sua forza: non nella divisione delle culture, ma nella loro ibridazione. E’ l’unica citta' dove si pensa in modo metropolitano, ma nonostante cio' e' ancora una mezza metropoli. Vorrei che riflettesse fuori quel che ha dentro, che fosse bella anche fuori. Le manca solo questo".
33 Padre Silvio Di Giancroce, frate "Questa e' la citta' ideale, per posizione, per clima, per la natura dei luoghi che la circondano, e' un sogno. Ma questo sogno svanisce, a contatto con la realta' delle cose: degrado, abbandono, sporcizia. Io l’immagino come un’oasi, dove si respiri un clima di signorilita' e di distensione dell’animo". 34 Luigi Baldacci, pittore
"Pescara e' un arcobaleno: appare con grande meraviglia, e' una citta' dinamica, sempre in movimento, proiettata verso il futuro. Dovrebbe essere piu' come un gabbiano: volare sempre senza stancarsi mai, a costante contatto col mare. Il gabbiano e' un simbolo vivente di purezza".
35 Annalisa Cerretani, commerciante
"E’ il contrario dell’Isola che non c’e'. Quella riserva sempre qualche sorpresa, Pescara no. Se fosse un libro, mi piacerebbe che fosse "Segni di fuoco" di Antonio Rabulla: un libro che parla di Palermo, citta' che ha tanti problemi, ma almeno e' viva, esiste".
36 Tonino Brocchi, barbiere
"Se Pescara fosse una chioma, sarebbe una chioma morbida, che rida' sullo splendente. La vorrei esattamente coś com’e': a misura d’uomo, grande ma vivibilissima. Forse gli aggiusterei un po’ le punte che possono dare fastidio".
37 Antonio De Leonardis, giornalista
"Secondo me e' una spugna, assorbe tutto e se lo lascia alle spalle. E’ una citta' di frontiera, dove non resta molto di quello che passa. In un certo senso e' anche positivo, perche' affranca i cittadini dai problemi, c’e' molta liberta'. Ma preferirei che fosse un contenitore di cose fruibili dai cittadini, che riuscisse a tenersi qualcosa".
38 Danilo Cappelletti, imprenditore
"Pescara e' una macchina da Formula 1. E’ potente, veloce, e' anche esteticamente bella. Ma possibile che non si riesca a trovare un pilota capace di portarla al traguardo? Non che debba vincere per forza, ma almeno arrivare a punti".
39 Pierluigi D’Angelo, giornalista
"E’ un elefante: grande, ma a volte si lascia spaventare dalle piccole cose. Basta pensare al problema dei disabili: cosa ci vorrebbe a mettere gli scivoli in tutta la citta'? Sembra che un disabile possa girare solo per il centro. Ma in centro ci deve anche arrivare. Mi piacerebbe che fosse un’orchestra: il significato e' lampante".
40 Giancarlo Rabuffo, imprenditore
"Pescara non riesco a rappresentarla metaforicamente. Per me e' il centro dell’Italia, ma non e' ancora conosciuta per quel che puo' dare. Vorrei che le amministrazioni non avessero perso tempo appresso alle industrie, invece di dedicarsi al territorio".

segue

 

Redazione: Via Milano, 66/3 - 65100 Pescara
Tel/fax 08534296 - E-mail: vario@iname.com
Abbonamento annuo (sei numeri)
Lire 30.000 (estero Lire 60.000) - Vers. C/C Post. 13549654

Web design
PROFESSIONAL NET - Realizzazione e gestione pagine Web. Marketing e consulenza on line