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Gente di Pescara
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41 Francesco Di Filippo, imprenditore
"E’ un bastimento, tra i primi costruiti a motore, che ha assolto i suoi compiti negli scambi commerciali e culturali. Ora e' in cantiere, in attesa di migliorie che possano fargli affrontare la nuova era. Vorrei che fosse una bella barca da regata, perche' gli equipaggi di quelle imbarcazioni sono affiatati, solidali e molto, molto preparati".
42 Tonino Tiberi, litografo
"Pescara e' un Appaloosa: un cavallo di razza, il piu' bello del mondo. Quello che gli manca e' un cavaliere che, conoscendolo, sappia sfruttare le sue caratteristiche, le sue peculiarita'. E c’e' bisogno di una squadra di persone che curi questo cavallo, che gli dia il cibo adatto per farlo crescere forte e robusto".
43 Daniela Musini, scrittrice
"E’ un melograno. Era il frutto preferito di D’Annunzio, ed e' un bel frutto dove i chicchi sono separati (perche' siamo molto individualisti), ma sono tenuti insieme da una scorza di provincialismo, di perbenismo. Vorrei che fosse l’uva: non e' un chicco, ma un grappolo dove gli acini sono comunque distinti, ma insieme. Poi potrebbe diventare un vigneto, e dalla vigna si fa il vino: un buonissimo vino".
44 Giampiero Di Plinio, Docente universitario
"E’ uno scalatore con davanti una parete e una vetta. E’ attrezzato per arrivare in cima, ma resta bloccato a meta' della parete: gli manca il coraggio di salire, e non puo' scendere. Ci sono poi dei falchi potenti, aggressivi, che sono i padroni della parete. Io lo vorrei piu' sicuro di se', che avesse il coraggio derivante dalla consapevolezza della propria forza".
45 Gianni Cordova, impiegato
"Nostalgia del futuro. Non vedo l’investimento sul domani, riguardo alla vita. Nel dopoguerra c’era voglia di ricominciare, di ricostruire. Si aveva la consapevolezza di aver attraversato il peggio; oggi si vive nell’incubo che il peggio debba ancora venire. Vorrei che Pescara ricostruisse il Pomponi cosė com’era, nello stesso posto, ma che quello diventasse un laboratorio, un monito al rispetto della gente"
46 Cesare Manzo, gallerista
"E’ un satellite di un sistema importante; e' ricco di minerali ma c’e' qualcuno che non ci manda le astronavi -che pur ci sono- per estrarre queste risorse. Io vorrei che Pescara fosse una stella, che brillasse di luce propria, come merita".
47 Massimo Felicetti, assicuratore
"E’ il luogo dove vorrei tornare. Io viaggio moltissimo, ho vissuto ovunque, ma ho sempre voglia di tornare qui, dove ho la mia memoria, il mare. Il mare ti fa guardare verso l’ignoto, immaginando l’approdo, e' l’apertura. Mi da' la possibilita' di andare via ma mi aspetta per il ritorno. Nel mio cuore la immagino luminosa, piena di luce solare e dell’azzurro del mare"
48 Paola Marchegiani, Biologa
"Un figlio. Spesso mi trovo a considerare il valore del mio impegno per tante cose che riguardano pescara, anche le piu' stupide, e mi accorgo che il mio amore per questa citta' e' quello che si prova per un figlio: non la ami perche' e' bella o brutta, ma perche' e' la tua citta'. Cerchi di farla crescere bene, di vederle esprimere le sue potenzialita'. In ogni caso sento per lei un amore di madre".
49 Francesco De Laurentiis, Direttore di banca
"Penso a Pescara come ad una pentola a pressione che contiene tanti elementi disomogenei che comunque ribollono al suo interno, e fanno salire o scendere la pressione, e quindi anche il pericolo che scoppi. Se uscisse fuori qualcosa adesso sarebbe immangiabile. Io la vorrei come un bello spaghetto lungo, al dente e ben condito".
50 Marco Papa, showman
"E’ uno gnocco sgonfio. In tutta la sua bellezza e tutta la sua bonta', non potra' mai essere gonfiato. Le sue potenzialita' sono nelle teste di tante persone che pero' non sono in politica, e non hanno ne' i mezzi ne' la voglia di mettercisi. Preferirei che fosse un cappotto, un bel cappotto comodo e caldo: dovrebbe essere meno dispersiva"
51 Franco Pomilio, creativo
"Vento. E’ sempre in movimento, vi passano le correnti d’aria piu' disparate. Le cose si inseminano, fioriscono, appassiscono e muoiono: in questo senso e' terra fertile dove pero' non crescono strutture con radici profonde, ma odori, sapori, profumi evanescenti. C’e' freschezza. E la sua mancanza di radici e' la sua caratteristica piu' peculiare, la rende diversa da ogni altra citta': Pescara e' unica"..
52 Fortunato, imprenditore
"E’ un padiglione dell’utopia dove, in maniera disordinata, ci sono una miriade di iniziative, che seppur belle e interessanti, non conducono mai a niente. Ci potrebbero anche essere cose serie, ma non ci sono: si scoprono solo buone idee che sono finalizzate al nulla. Sarebbe bello se ogni tanto si concretizzasse qualcuno di questi sogni: il padiglione tornerebbe a vivere".
53 Gabriella Pagano, imprenditrice
"E’ un lago senza confini. Non e' un mare, perche' e' piccola, ma e' senza confini perche' e' in continua espansione. Solo che si espande cosė rapidamente che al centro non c’e' piu' acqua. Se lo sviluppo fosse piu' attento, piu' graduale, l’acqua della sorgente farebbe in tempo a compensare l’estensione della superficie".
54 Pablosax (Paolo Sponsilli), artista
"Pescara e' un cetaceo: una volta era terrestre, poi e' tornato al mare, ma non si e' adattato al nuovo ambiente e rischia l’estinzione. Pescara non esiste come identita', anche perche' la classe borghese e imprenditoriale, quella preposta cioe' allo sviluppo, non gliel’ha data. Io la vorrei come una barca a vela, che si muove, viaggia, naviga e crea contatti col mondo attraverso la natura: il vento, il mare".
55 Alessia Savino, impiegata
"E’ una bella canzone, che ascolto volentieri. Gli autori siamo noi tutti, tante menti per un risultato che io interpreto e vivo a modo mio. Vorrei che fosse una canzone con piu' contrasti: una parte melodica e una piu' rock, per poterle confrontare".
56 Nicoletta Paolini, maestra d’asilo
"Pescara e' un po’ come Cenerentola prima di andare al ballo: ha incontrato la fatina, ma ancora non si e' sperimentata come principessa. Stiamo tutti aspettando che incontri il principe azzurro. Mi piacerebbe che fosse un albero di Natale, non per gli addobbi, ma per i regali. Dovrebbe avere tante sorprese, anche piccole, ma comunque tantissime".
57 Meysam, imprenditore
"E’ la luna. Si dice in genere di cose meravigliose: "vuoi la luna". Io ci sono venuto, sulla luna, per poi tornare sulla terra da dove vengo. Ma una volta "sbarcato", ho visto un luogo arido, polveroso, diverso da come appariva a distanza. Vorrei che diventasse un arcobaleno, dove i vari colori convivono armoniosamente; e da quest’arcobaleno dovrebbero essere esclusi i politici".
58 Ibrahim Mbaye, imprenditore
"Pescara e' un gioiello, un prezioso gioiello: riluce della sua apertura, della sua capacita' di tolleranza. Ha tutti i pregi delle grandi citta', delle metropoli, senza averne la stessa quantita' di difetti. Forse dovrebbe essere meno pettegola, la gente dovrebbe farsi un po’ di piu' i fatti suoi".
59 Daniele Pesce, imprenditore
"E’ un grosso serbatoio nel quale sono confluiti liquidi di ogni provenienza: vino, birra, liquori, tisane... Non ci sono quasi piu' pescaresi "d.o.c.": siamo rimasti in quaranta, forse cinquanta famiglie. Penso a Pescara come ad una grande iride nella quale i colori si fondono tra loro, e che riflette la sua immagine tutt’intorno, anche molto lontano".

 

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