L'immagine
della fede
Il Volto Santo a Manoppello
di Fabrizio Gentile
foto di Luciano Pieranunzi
Nel
Santuario del Volto
Santo, a Manoppello, alcuni operai al lavoro
rendono l'atmosfera meno silenziosa, ma non meno pervasa di grande sacralità. La preparazione all'anno giubilare -il Santuario è uno dei luoghi da visitare per ottenere le indulgenze- è iniziata già da molto, e questi sono solo gli ultimi ritocchi ad un edificio che custodisce una delle reliquie più importanti del mondo cattolico, attorno alla quale si è creata un'eco la scorsa estate, successivamente alle conclusioni di una serie di studi ventennali che ne hanno dimostrato l'autenticità. Padre Germano, Rettore del convento annesso al Santuario, ci accompagna all'interno e ci mostra la reliquia.
Il Santuario, che solo un anno fa era ancora considerato di secondo piano rispetto ad altre "istituzioni" religiose, come ad esempio la Basilica di Collemaggio o il Miracolo Eucaristico di Lanciano, non è più la "Cenerentola d'Abruzzo": l'improvvisa notorietà e l'attenzione dei media vi hanno colto di sorpresa?
"Quello che mi coglie un po' di sorpresa è come certe persone non abbiano il minimo senso della decenza. Non siamo impreparati ad accogliere giornalisti, scienziati, televisioni e tutti gli altri, ma non capisco chi mi chiede di mettermi in posa accanto al Volto Santo come fossi un frate di un affresco, con l'aria ispirata e le braccia aperte. Sono un servo di Dio, non un attore."
E i sistemi di sicurezza? Non vanno adeguati all'importanza del tesoro?
"Lo sono già, è impossibile rubarlo. Ma proprio per l'importanza che acquista oggi è ancora più assurdo che qualcuno lo rubi. E comunque il Volto Santo non è una scoperta recente, almeno da parte degli studiosi. Io ho dei libri sulla Sindone che parlano anche del Volto Santo (suor Blandina Paschalis Schomer ne ha dimostrato la perfetta sovrapponibilità con il volto della sindone), e c'è chi dice che questo fazzoletto sia la famosa Veronica sparita a Roma nel 1608; guarda caso, questa nostra reliquia viene -secondo la leggenda- rubata al suo legittimo proprietario proprio in quell'anno, e solo nel 1638 ne viene fatto dono ai Cappuccini".
Come avete accolto la notizia dell'autenticità del Volto Santo?
"In realtà lo sapevamo tutti che era autentico. E comunque non ci ha emozionato più di tanto, dato che per noi non cambia qualitativamente il nostro rapporto con quest'oggetto. Siamo sempre stati sereni. Certo, quel che mi fa piacere è che il Volto Santo sia conosciuto, perché desidero che la gente venga a vedere, ma soprattutto a farsi guardare da questo volto".