Ortaggi
Le strade dei prodotti della Marsica
A
cura di Marino Giorgetti Testo di Francesco Subbioni
Lungo la direttrice Roma-Pescara, a circa 100 Km dalla capitale sulla catena appenninica, nel cuore verde dEuropa, si apre la conca del
Fucino, un bacino di circa 13.000 ettari interamente pianeggiante e fiancheggiato da cime che arrivano anche ai 2.500 metri di altitudine. Più di 100 anni fa, e precisamente nel 1870, il Fucino era un lago che fu prosciugato dal principe Alessandro Torlonia. Seguì quindi la bonifica e il terreno venne destinato prima alla coltivazione di patate, bietole e cereali, e successivamente, nellultimo ventennio, ad ortaggi. Con particolare riguardo alle carote che, con una superficie di 2.500 ettari e con una produzione complessiva tra i 1.500.00 e 1.800.000 quintali annui, hanno fatto sì che al Fucino fosse assegnato il primato di area dove si produce il 30% della produzione nazionale, il 5% di quella europea e l1% di quella mondiale. In questa zona, ad economia prettamente agricola, sono sorte diverse strutture di valorizzazione, tra cui circa 60 centri di lavorazione orticola dove avviene il lavaggio, la cernita e il confezionamento delle carote in armonia agli assemblaggi richiesti dal mercato e dalla Grande Distribuzione Organizzata. Tanto interesse verso questo ortaggio è pienamente giustificato dal fatto che la carota del Fucino presenta caratteristiche qualitative di alto pregio, non riconoscibili nelle altre produzioni nazionali ed estere. Qualità, che viene costantemente controllata dallA.R.S.S.A. e dai tecnici Domenico Casaccia, Ernesto Recinelli, Agostino Corronca e Domenico Raglione, coordinati dal dott. Donato De Falcis, direttore generale dellagenzia. Questa del Fucino è una terra giovane, generosa, con umidità costante, ricca di humus grazie alla sostanza organica che nel corso dei secoli si è continuamente depositata sul fondo del lago. Insomma, un vasto comprensorio che gode anche di un clima primaverile estivo particolarmente favorevole alla coltura, tanto che riesce a produrre quanto di meglio la natura può esprimere. Di qui lottima qualità della carota del Fucino che, oltre ad essere molto ricca di beta-carotene, non è legnosa. Infatti, tanto per fare un esempio, nelle zone sprovviste di impianti irrigui, se la stagione decorre siccitosa, i tessuti si induriscono eccessivamente a scapito della tenerezza del prodotto che non risulta più croccante. Cosa questa che non si verifica nelle carote fucensi per lelevata capillarità dei suoi terreni. Queste caratteristiche sono ricercate, oltre che dal consumatore finale anche dallindustria di trasformazione (come ad esempio la Plasmon) che utilizza la carota del Fucino come ingrediente per minestroni, omogeneizzati, succhi e farine destinate allalimentazione dellinfanzia.
Quindi le carote prima di tutto, ma non solo. Se queste gustose radici arancioni trovano qui nel Fucino il terreno ideale anche altre colture non sono da meno.
Infatti la coltivazione degli ortaggi ad Avezzano e nella conca del Fucino ha subito, negli ultimi venti anni, una radicale trasformazione: alle tradizionali coltivazioni (grano, patata, barbabietola) si sono progressivamente sostituite le colture ortive che adesso rivestono nelleconomia agricola locale le principali fonti di reddito. Dopo le carote, il radicchio rosso, il finocchio, il cavolfiore sono diventati il fiore allocchiello della zona in quanto sono state selezionate nuove varietà resistenti alle malattie con caratteristiche organolettiche migliori e più omogenee. Varietà che si adattano molto bene al clima locale mai siccitoso nel periodo estivo, tanto che, nei mesi di luglio e agosto, sono presenti sul mercato quasi soltanto gli ortaggi del Fucino. Stesso discorso per la patata fucense: il comprensorio si è rivelato particolarmente idoneo alla coltura della patata per la sua altitudine posta a 700
metri sul livello del mare e per la relativa freschezza. Inoltre, la raccolta autunnale garantisce una buona e prolungata conservazione e commercializzazione senza alterazioni delle caratteristiche organolettiche.