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Un team vincente: la Dayco Europe

di Giulia Visci

Un’azienda leader nel settore delle trasmissioni di potenza e un’agenzia di pubblicità che la sua leadership la costruisce ogni giorno, idea dopo idea. L’americana Dayco e l’italiana AD.Venture, impegnate insieme in una grande campagna di comunicazione. 
Un ingranaggio perfetto, come quello che aggancia il grattacielo della Chrysler nell’immagine che sintetizza la strategia pubblicitaria Dayco/AD.Venture. Un’immagine chiara, decisa, forte, e uno slogan: “Dayco, Technologie auF höchstem Niveau” (Dayco, tecnologia ai massimi livelli).
È questa la campagna pubblicitaria che l’agenzia AD.Venture ha firmato per la Dayco Europe spa, e che la rivista tedesca Industrie Anzeiger edita dalla Konradin Verlag ha voluto premiare nell’ambito del concorso “annuncio dell’anno”. Il premio viene promosso da oltre 16 anni da Industrie Anzeiger, che affida a una giuria di specialisti in pubblicità il compito di selezionare l’annuncio migliore. Al fine di garantire la massima obiettività, i giurati vengono sostituiti ogni tre mesi. Nella valutazione, si prendono in considerazione criteri quali la visibilità, l’originalità, la creatività, la chiarezza del messaggio, la forza di convinzione, l’adeguatezza dell’esecuzione rispetto al target.
I cinque membri della giuria hanno così motivato la scelta di attribuire il riconoscimento alla AD.Venture: “Il soggetto premiato, dell’azienda Dayco, è un annuncio di Corporate-Identity attraverso il quale deve emergere la leadership dell’azienda nel settore delle trasmissioni di potenza. La headline, Dayco, tecnologia ai massimi livelli, sottolinea l’aspetto qualitativo dell’azienda. Nella realizzazione pubblicitaria si comprende il messaggio per analogia, cioè “il massimo livello” è simbolicamente rappresentato dall’immagine di uno dei più alti edifici del mondo. La forte valenza estetica dell’edificio serve a catturare l’attenzione e attira spontaneamente lo sguardo dello spettatore. L’offerta dei prodotti e servizi della Dayco viene supportata graficamente attraverso l’immagine delle ruote dentate, come simbolo della trasmissione di potenza. L’annuncio colpisce per la sua importanza e per la chiarezza del messaggio. Si riscontrano equilibrio nell’immagine, nella presentazione e nel messaggio, soddisfacendo così lo scopo della pubblicità istituzionale”.
Chiarezza ed equilibrio sono le qualità che definiscono l’intera campagna pubblicitaria che l’agenzia AD.Venture ha strutturato secondo una duplice strategia comunicazionale: un piano mezzi che coinvolge quindici testate di cinque Paesi europei: Italia, Francia, Spagna, Germania e Gran Bretagna, e una diffusione sulle principali pubblicazioni europee di settore di comunicati informativi sull’azienda e sui suoi prodotti. Pagine pubblicitarie, quindi, e articoli redazionali che sottolineano la posizione di leadership della multinazionale americana appartenente al gruppo Mark IV Industries, che a Chieti Scalo ha la sua sede direzionale. Duecentocinquanta milioni di dollari di fatturato e 1800 dipendenti impegnati nella produzione di sistemi di trasmissione di potenza e sistemi di conduzione fluidodinamica. Un’azienda in cui la comunicazione ha assunto un ruolo assolutamente prioritario, come testimonia l’intera strategia di comunicazione, frutto di un vero e proprio “lavoro di squadra tra AD.Venture e Dayco Europe, nelle persone del direttore commerciale Gino Bruschi e della dottoressa Silvana Spalluto dell’ufficio marketing”, come sottolinea Ivano Villani, direttore dell’agenzia.
Il costante relazionarsi fra agenzia e cliente ha così permesso di restituire con efficacia il valore strutturale forte che nutre il lavoro alla Dayco, quell’attenzione cioé incessante nei confronti della ricerca, elemento fondamentale per il raggiungimento di obiettivi ogni volta diversi, ogni volta “ai massimi livelli”.
Prima agenzia italiana a vincere il premio di Industrie Anzeiger in sedici anni, la AD.Venture ha ricevuto il riconoscimento ad Hannover lo scorso 20 aprile, in occasione della Fiera dell’Industria “Hannover Messe”, importantissimo appuntamento internazionale, dove la Dayco Europe ha partecipato con uno stand tra i più visitati e apprezzati dal numerosissimo pubblico intervenuto. Presenti alla cerimonia Oliver e Cesare Casiraghi, rappresentanti per l’Italia dell’editore tedesco Konradin; il dottor Rolf Langbein, redattore capo di Industrie Anzeiger; l’amministratore delegato della Konradin Verlag, dottor Bernd Kröger; il direttore vendite di Industrie Anzeiger, Brukhardt Lemke; Ralph Rohmann, della Dayco Europe GmbH e, della Dayco Europe SpA, Gino Bruschi, responsabile Marketing & Logistics per l’Europa, Danilo Di Cesare, responsabile OEM Sales & Engineering per l’Europa, Silvana Spalluto, Marketing Services; oltre naturalmente a tutto lo staff Mark IV Industrial presente ad Hannover.

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Pescara, le stelle e l'Icra

a cura di Anna Maria Cirillo

Ottocento milioni di lire sono stati sufficienti per dare il via, ai primi di luglio 1997, al battesimo, ad opera dell’Unesco, del centro di astrofisica di Pescara, utilizzando come sede la ristrutturata vecchia stazione ferroviaria col suo “salvo” porticato stile liberty, messo a disposizione dall’Amministrazione Comunale, e facendo cadere -si spera- gli ultimi dubbi di quei cittadini che polemicamente ne volevano l’abbattimento. Già giunta, a luglio 1998, al suo primo compleanno pescarese, l’Icra Network (International Center for Relativistic Astrophisics), consistente in un consorzio internazionale atto a promuovere da oltre un decennio le attività di ricerca, ha operato in concomitanza con le ricerche svolte presso l’università di Roma “La Sapienza”, in collaborazione con quelle svolte presso l’università di Stanford di Washington e presso lo Space Telescope Institute, negli USA, come pure con quelle della Specola Vaticana, a Castegandolfo, e della Accademia Sinica in Cina. L’Icra Network ha portato avanti come obiettivo principale -come precisa il prof. Remo Ruffini presidente dell’Icra- il compito di coordinare e promuovere le attività di ricerca teorica e di modellistica, che utilizzeranno i dati acquisiti da osservatori astronomici ed astrofisici situati al di sopra ed al di sotto della superficie terrestre e dati provenienti dalle missioni spaziali, facendo uso dei più avanzati mezzi elettronici e telematici delle nuove tecnologie. Tale schema di ricerca è totalmente nuovo in quanto non sradica i ricercatori dalle loro realtà scientifiche e culturali nazionali ma ne promuove la interazione diretta proprio tramite le suddette tecnologie; inoltre in ogni sede del Network saranno promosse ricerche a livello avanzato e principalmente post-dottorale, sinergiche agli sviluppi scientifici delle Università nazionali ed internazionali a livello di Dottorati di ricerca. Altre sedi dell’Icra, specialmente in Russia ed in Cina saranno in stretto contatto informatico con Pescara. A breve termine è in programma a Pescara una riunione interministeriale per definire le modalità per l’erogazione dei successivi, necessari, finanziamenti (5 miliardi di lire dal Governo).

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Teatro al cubo
a cura di Anna Maria Cirillo

In un curioso spazio, tipologia di un “Cubo”, appositamente inventato all’interno dell’ex Gaslini, il Teatro Stabile Abruzzese ha messo in scena La dodicesima notte, la famosa commedia di William Shakespeare; un nuovo modo di concepire il teatro pubblico, quello finanziato dallo Stato e dagli Enti Locali della nostra regione ed un nuovo modo di fare regia con quella verve, dal realistico ma creativo dinamismo del maestro Lorenzo Salveti, conosciuto “manipolatore”di giovani talenti. Anche la scenografia è insolita, pensata per abbracciare pubblico ed attori da Bruno Buonincontri, nel cognome una garanzia, certamente uno dei più bravi scenografi italiani mentre i costumi carichi, sontuosi e colorati sono di Santuzza Calì. Una importante triade presa in prestito dal grande teatro per valorizzare l’investimento fatto su una compagnia di giovani attori. E’ infatti sulla Compagnia dei Giovani del TSA che è costruito lo spettacolo, lieve, comico, patetico quel tanto che basta per divertire, incuriosire e far “innamorare” gli spettatori che ne hanno decretato uno straordinario successo. La dodicesima notte infatti da una prevista programmazione fino al 28 marzo è stata prolungata prima al 31 marzo e poi ancora fino al 20 aprile. Entusiasmo trascinante, applausi interminabili e vere e proprie ovazioni per i protagonisti che provengono dal Laboratorio di Arti Sceniche del Teatro Stabile o che comunque hanno fatto dell’Abruzzo la loro sede di esercitazione e di lavoro. Essi sono Mario Perrotta, Leo Zappitelli, Bartolomeo Giusti, Angelo Petrone, Massimiliano Masciello, Daniele Ruzzier, Daniela Ciarrocchi, Francesca Persico, Francesco Anello, Antonio Duronio, Francesca Musci, Michele Demaria e Federico Marras. Questi giovani talenti si cimenteranno ancora nelle piazze estive con i tormenti amorosi della contessa Olivia e del duca Orsino, con le illusioni del maggiordomo Malvoglio, con i travestimenti e gli equivoci di Viola e Sebastiano. Il capo ufficio stampa del Tsa, Roberta Gargano, ci comunica che dalla prossima stagione questa produzione sarà proposta in tutta la regione.

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Da Pescara a Bergamo gli astrattisti d'Abruzzo
a cura di Anna Maria Cirillo

Sul filo di una entusiastica telefonata il comunicato successo di una valida mostra in trasferta Pescara-Bergamo, dei pittori Antonio Matarazzo ed Albano Paolinelli di Pescara e Carlo Pilone e Mario Costantini di Penne. Provenienti dalla matrice della mostra “Direzioni di ricerca ‘98 ” a Pescara, i quattro pittori, come vere “Icone della Transizione”, titolo peraltro della nuova mostra, hanno ripetuto, in Aprile ‘99, presso lo Studio 2B Boggi Arte di Bergamo una personale verifica del proprio astrattismo di pregnante comunicativa, significandoci quanto siano validi i “motivi portanti” della scuola dell’astrattismo pescarese facente capo al Maestro Elio Di Blasio. Un punto fermo nella storia dell’arte contemporanea della nostra regione, sia che tali motivi si tutelino nelle tessiture segniche delle pittosculture di Mario Costantini o in un rigoroso canone d’astrazione, coloristico o d’impaginazione come in Carlo Pilone e in Albano Paolinelli, sia che cedano all’accendersi di un incontro capace di sfuggire a tale diktat in una ardita mediazione di mediterraneità come stupendamente accade nelle tele di Antonio Matarazzo che dell’astrattismo fa, come graffito su un muro, seduzione di un calore intimo, sentimento del tempo, mito di mediterraneità. Quattro pittori di valore, compagni di viaggio sulla strada dell’arte.

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