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Universivario Chieti
di Elvira Falcucci

Il popolo delle Università abruzzesi
“Un problema di particolare rilievo è quello degli studenti che non completano gli studi entro la durata legale dei corsi ai quali sono iscritti". Lo ha detto il rettore Franco Cuccurullo nel suo discorso inaugurale per l’anno accademico 1998/1999. Una relazione che, affiancata da interessanti diapositive, ha analizzato la gravosa problematica degli studenti fuori corso ed ha illustrato le iniziative che l’università metterà in atto per affrontarla. "Basti pensare -ha spiegato il rettore- che nell’anno accademico 1996/97 ogni 100 iscritti ben 39 erano studenti fuori corso e che il 25% degli immatricolati a corsi di laurea non si riscrive l’anno successivo".
Nella nostra regione la percentuale dei laureati fuori corso è lievemente inferiore alla media nazionale e quella degli studenti fuori corso è allineata con il dato medio nazionale.
E’ sorprendente invece rilevare come la performance della d’Annunzio nell’A.A. 96/97, con il 52% d’iscritti fuori corso, sia risultata molto più deludente di quella nazionale ed abruzzese.
Il professor Cuccurullo quindi è passato ad analizzare alcune possibili cause del fenomeno: l’esiguità del corpo docente, la disponibilità delle strutture, il pendolarismo degli studenti e dei docenti ed infine la qualità della formazione.
"I dati analizzati vogliono rappresentare -ha spiegato il rettore- il punto di partenza di un processo di revisione dell’impegno formativo dell’ateneo". 
Partendo proprio da questa analisi critica l’università d’Annunzio ha infatti pianificato, per il prossimo biennio, una serie di interventi strategici, con l’obiettivo di ricondurre il fenomeno dei fuori corso entro i valori medi nazionali.
Queste le iniziative: una ulteriore diversificazione dell’offerta formativa e l’implementazione delle attività di orientamento per la scelta dei corsi di studio; l’applicazione del sistema dei crediti didattici che conferisce maggiore flessibilità al sistema formativo; la promozione d’interventi mirati al recupero degli studenti fuori corso e alla prevenzione del fenomeno; l’impiego delle tecnologie informatiche che permettono una fruibilità potenzialmente universale e l’accesso al programma di formazione nei tempi e nei luoghi preferiti; iniziative infine volte ad incentivare, promuovere e premiare l’impegno dei più meritevoli

Si chiama Telemuseum
E’ stato ideato e brevettato dall’università d’Annunzio, e consente la visita a distanza in tutti i musei del mondo, al costo di una telefonata.
Immediatamente ha suscitato l’attenzione di multinazionali dell’elettronica, di istituzioni scolastiche, di aziende ospedaliere e di musei.
Dopo il collegamento in anteprima avvenuto durante l’inaugurazione dell’anno accademico con il Museo di Trieste, lo scorso trenta aprile la prima manifestazione ufficiale: “Palazzo Venezia in Ateneo”. Dall’Aula Magna di Ateneo è stata effettuata una visita guidata alla Mostra di Francesco Paolo Michetti a Roma.

Scomparso
E’ venuto a mancare lo scorso 22 aprile Francesco Iengo, docente di Estetica alla facoltà di Lettere e Filosofia.
“Il corpo superfluo” (Edizioni dell’Orso) è stata la sua ultima fatica editoriale, in cui esamina il rapporto che ha l’uomo moderno con il proprio corpo e descrive l’intricata rete che impiglia la corporeità e le concezioni del corpo.

UNa convenzione per lo sviluppo
L’Ateneo d’Annunzio nella persona del Rettore Franco Cuccurullo e il Comitato Nazionale per l’Unicef in quella del professor Giovanni Micali hanno stipulato una convenzione per l’attivazione dei corsi di Educazione allo sviluppo, che fanno parte di uno specifico progetto Unicef volto alla sensibilizzazione nei confronti dei temi dello sviluppo.
I corsi saranno rivolti agli studenti e al personale docente della scuola pubblica e saranno coordinati di concerto tra l’università e il Comitato Provinciale di Chieti per l’Unicef presieduto dalla professoressa Eide Spedicato.

E a novembre, la Storia
Il nuovo corso di laurea in Storia della facoltà di Lettere e Filosofia sarà attivato nel prossimo anno accademico.
Un percorso di studi che, sviluppando la conoscenza e la comprensione delle diverse realtà storico-sociali, presenta molteplici prospettive professionali: oltre all’insegnamento di alcune materie nelle scuole medie inferiori e superiori, il laureato in storia può trovare lavoro nei settori dell’editoria e dei beni culturali presso biblioteche, musei, archivi.

Cambio della guardia
Leandro D’Alessandro, nuovo preside della facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali succede a Bruno Di Sabatino che, dopo tre anni, ha terminato il suo mandato.
Professore ordinario di Geomorfologia applicata, D’Alessandro proviene dall’Università degli Studi di Roma La Sapienza. Profondo conoscitore delle problematiche geologiche ed in particolare del territorio abruzzese, ha riscosso ampi riconoscimenti sia in campo nazionale che internazionale per la sua attività scientifica.

San Francesco al campus
Specialisti nelle discipline storico-religiose e nelle scienze e metodologie attinenti la tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio storico-culturale delle istituzioni religiose saranno formati dalla Scuola di specializzazione in Studi Storico-Religiosi con indirizzo in Studi francescani istituita nella facoltà di Lettere e Filosofia della d’Annunzio.
Direttore della scuola (la prima in assoluto nel mondo all’interno di una università laica) Luigi Pellegrini, docente di storia medievale.

La stampa d’epoca
“Giornali e riviste in Abruzzo tra ‘800 e ‘900” è il titolo del convegno promosso dall’Asam (Archivio Scrittori Abruzzesi e Meridionali) che si terrà nei giorni 3,4 e 5 maggio nell’Aula Magna della Facoltà di Lettere e Filosofia della d’Annunzio. 
Tra i relatori, oltre agli organizzatori dell’iniziativa Gianni Oliva e Vito Moretti, Nicola D’Antuono, Costantino Felice, Giuseppe Papponetti, Umberto Russo, Emiliano Giancristofaro, Luigi Ponziani, Carmelita Della Penna. Obiettivo dei lavori uno studio approfondito della produzione periodica in Abruzzo tra l’800 e il ‘900, una produzione molto interessante e poco studiata. Verrà effettuata dunque una ricognizione dei periodici dell’epoca sotto vari profili, guardando in particolar modo ai contributi letterari.

Una strada per insegnare
L’attesissima scuola di specializzazione per insegnanti che abilita i laureati alla professione di docente e che rappresenta, a partire dal prossimo anno accademico l’unico percorso per accedere all’insegnamento, è stata attivata nell’ateneo dannunziano, presso Palazzo De Pasquale, a Chieti.
L’accesso alla scuola è a numero chiuso, sulla base dei posti di insegnamento che via via si renderanno liberi per ciascuna classe di concorso.

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