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COME ARRIVARE

A PIEDI per chi arriva in TRENO:
Dalla stazione si puo' prendere un bus per il Castello, nella parte alta della citta'. Di qui ci si immette su Corso Vittorio Emanuele, isola pedonale, e si scende verso la piazza del Duomo: lungo questo percorso si incontreranno la chiesa di S. Silvestro (XIV sec), chiesa di S. Maria Paganica (seconda meta' XIII sec.), Teatro Comunale (fine '800), basilica di S. Bernardino (rinascimentale con interno barocco con pala d'altare di Andrea Della Robbia), chiesa di S. Domenico (1309), Duomo (XIII sec.) per arrivare infine a
S. Maria di Collemaggio.

 

"La citta' de L'Aquila e' legata alla figura di Pietro Angeleri da Isernia, monaco eremita del Morrone divenuto papa con ilL'AQUILA - Basilica di Collemaggio - esterno nome di Celestino V, per molti aspetti, per certi versi anche disparati, ma che fine trovano una comune convergenza intorno alla basilica di Collemaggio. La chiesa infatti dimostra la predilezione che il monaco ebbe per questa giovane citta', sorta dall'aggregazione dei castelli circostanti e che ancora trovava un punto di riferimento comune a tutte le sue componenti. La basilica fu consacrata il 25 agosto del 1288 e rifinita, nelle forme che ancora conserva, prima del 29 agosto 1294 quando l'eremita vi fu incoronato papa.
Dall'eremo di Sant'Onofrio, sulle pendici del Morrone, il vecchio monaco che aveva quasi ottantanni, essendo nato ad Isernia nel 1215, raggiunse L'Aquila accompagnato da un solenne corteo a cui parteciparono re, principi, baroni e prelati. La cronica aquilana di Buccio di Ranallo narra che il Santo entro' in citta' a cavallo di un'asina, con una scorta d'onore di eccezione: gli reggevano le briglie della cavalcatura da un lato Carlo II d'Angio', re di Napoli e dall'altro Carlo Martello, figlio del primo, e re di Ungheria.
Alla cerimonia assistettero oltre duecentomila persone richiamate dall'eccezionalita' dell'avvenimento che vedeva una incoronazione papale in una citta' diversa da Roma e addirittura al di fuori dello stato pontificio, ma anche per ottenere le indulgenze che i pontefici erano soliti elargire in occasione dell'ascesa al sacro soglio. Per l'occasione Celestino V concesse la Perdonanza, una indulgenza straordinaria che, in quanto a forme e modalita' aveva pochi precedenti e che anticipo' quella giubilare istituita nel 1300 da Bonifacio VIII.
L'atto istitutivo della Perdonanza, che da allora si ripete ogni anno dai vespri del 28 agosto al tramonto del 29, e' scritto in Corteouna bolla conservata nella sede comunale, il che costituisce per gli amministratori della citta' l'ocasione per dare vita a un solenne corteo che, partendo da Piazza Palazzo, giunge fino a Collemaggio. Qui, dinanzi alla Porta santa, l'araldo comunale da' lettura della bolla istitutiva, dopo di che il vescovo, aprendo i battenti del portale rinnova l'indulgenza plenaria di tutta la pena temporale a quanti visiteranno la basilica dopo essersi confessati e pentiti dei peccati commessi.
Da qualche anno il corteo, a cui inizialmente partecipavano solo, sia pure in forma pubblica e solenne, gli amministratori della citta', e' divenuto un momento spettacolare con figuranti in costume medioevale, mimi, suonatori di strumenti antichi, danzatori e artisti che richiama un grande pubblico di spettatori e turisti."

*tratto da Maria Concetta Nicolai,
"Calendario abruzzese - Cento feste popolari per un anno", Pescara 1996, ed. Menabo'

LA BASILICA

La chiesa presenta una facciata in forme romanico-gotiche e coronamento orizzontale , rivestita da un elegante paramento di conci bianchi e rosa disposti a disegni geometrici. Il portale centrale, intagliato e sormontato da un'aquila, simbolo della citta', ha una strombatura che poggia su due stipiti ornati da due ordini di nicchie a cuspide che racchiudono piccole statue di santi. I battenti in legno sono del 1688. Il rosone mediano e' lavorato a traforo. A destra della facciata, il poderoso torrione ottagonale destinato probabilmente alle benedizioni all'aperto. L'AQUILA - Basilica di Collemaggio - internoL'interno della chiesa, gotico con affreschi dal XIV al XVI sec., e' a tre navate, spartite da archi a sesto acuto che poggiano su pilastri ottagoni, la copertura e' in legno a vista. Il pavimento, originale, e' a pietre bianche e rosse, lastricato qua e la' da pietre tombali. Oltre il transetto barocco nell'abside di destra si trova il Sepolcro di S. Pietro Celestino che ospita un'urna di legno dorato con le reliquie del papa del "gran rifiuto" di dantesca memoria.

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